Dominio ai Mondiali per Ingebrigtsen | La shocking accusa contro il padre che nessuno si aspettava!
Jakob Ingebrigtsen, oro ai Mondiali, accusa il padre di violenze. Scopri la sua incredibile storia e il processo che si avvicina. 🏅⚖️

Ingebrigtsen, vittoria e denuncia: l’oro che pesa
ROMA – Jakob Ingebrigtsen, il giovane campione norvegese, è tornato sotto i riflettori dopo aver conquistato due medaglie d’oro ai recenti Mondiali indoor di Nanchino, competendo con successo nei 1500 e 3000 metri. Tuttavia, la sua gioia per i trionfi sportivi è offuscata da un’oscura vicenda personale: insieme ai suoi fratelli, ha denunciato il padre Gjert per "violenza fisica" e "minacce" subite nell’infanzia.
Già noto per il suo carattere autoritario, Gjert Ingebrigtsen, 59 anni, è descritto dai figli come un uomo "molto aggressivo", oggetto di accuse che lui stesso ha rigettato con veemenza. "Il nostro cliente nega categoricamente qualsiasi abuso fisico o psicologico," ha dichiarato il suo avvocato, John Christian Elden, a pochi giorni dall’apertura del processo di Sandnes, destinato a protrarsi fino al 16 maggio.
Le denunce dei tre fratelli hanno spinto la polizia norvegese a investigare su tutta la famiglia Ingebrigtsen. Sebbene molti casi siano stati archiviati per mancanza di prove o prescrizione, i pubblici ministeri hanno deciso di procedere con i casi riguardanti Jakob, 24 anni, e il suo giovane sister, Ingrid, nata nel 2006.
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, Gjert avrebbe sottoposto Jakob a un clima di terrore per anni, segnato da ripetute aggressioni verbali e fisiche tra il 2008 e il 2017-2018, anno in cui il ragazzo lasciò la residenza familiare. Tra le testimonianze spicca un episodio drammatico del 2009, quando il padre colpì Jakob con un calcio allo stomaco, affermando di volerlo "farlo a pezzi" in altre occasioni. Non solo, anche la sorella Ingrid risulterebbe vittima di maltrattamenti per un lungo periodo, dalle minacce alle percosse.
Mette Yvonne Larsen, legale dei due fratelli, ha dichiarato: "I nostri clienti vogliono solo chiudere questa vicenda". Sebbene i protagonisti di questa storia drammatica non abbiano rilasciato commenti ufficiali, le loro parole del 2023 risuona ancora forte: "Ci portiamo ancora dentro paura e disagio fin dall’infanzia".
Da parte sua, Gjert continua a difendersi: "Non sono perfetto come padre e marito, ma non sono violento". A pochi giorni dai suoi trionfi mondiali, Jakob è atteso in tribunale martedì e mercoledì, pronto a dare voce a una storia che segna un netto contrasto tra il successo sportivo e un’infanzia segnata dal dolore. La vicenda di questa famiglia, ora al centro di un acceso dibattito, evidenzia la complessità delle relazioni familiari e il peso delle esperienze traumatiche su chi, come Jakob, è salito agli onori dello sport.