I genitori di Saman si difendono in aula: “Non siamo stati noi” | La verità che nessuno si aspettava

Genitori di Saman Abbas in aula affermano la loro innocenza: Non siamo stati noi ad ucciderla. Scopri le loro toccanti dichiarazioni. 💔👩‍👧‍👦

A cura di Redazione
20 marzo 2025 12:44
I genitori di Saman si difendono in aula: “Non siamo stati noi” | La verità che nessuno si aspettava -
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Caso Saman, i genitori in aula: “Non l’abbiamo uccisa noi”

BOLOGNA – Oggi, in Corte d’Assise d’appello a Bologna, si è svolto un nuovo capitolo del drammatico caso di Saman Abbas, la giovane pachistana tragicamente uccisa tra il 30 aprile e l’1 maggio 2021. Nazia Shaheen, madre della ragazza, ha rilasciato dichiarazioni spontanee, affermando: “Siamo usciti di casa insieme, lei camminava velocemente davanti a me e poi l’ho vista sparire”. In aula erano presenti anche altri quattro imputati, compreso il padre di Saman, Shabbar Abbas, anch’esso condannato in primo grado all’ergastolo, e lo zio Danish Hasnain, condannato a 14 anni.

Nazia ha raccontato di come Saman avesse manifestato l’intenzione di tornare in comunità e di come, nonostante le pressioni dei genitori, avesse deciso di andare via. “L’ho solo vista allontanarsi. Non ho visto altro, se l’avessi visto mi sarei battuta per fermare qualsiasi aggressione, perché sono mamma”, ha dichiarato, sottolineando la sua impotenza nel momento della scomparsa della figlia.

La madre ha anche smentito alcune testimonianze fornite dal figlio, specificando che prima di uscire Saman aveva ricevuto 200 euro, non un pezzo di carta come affermato, per comprarsi un cellulare. Inoltre, Nazia ha affermato di non essere stata presente durante l’omicidio, negando di aver visto Danish o i cugini di Saman: “Non ho visto nessuno. Rientrai in casa dopo che la mia ragazza si allontanò”, ha spiegato.

“Non sono stata io ad uccidere mia figlia”, ha ribadito la madre in lacrime, evidenziando la sua sofferenza e il desiderio di tornare in Italia per raccontare la verità. Ha espresso il dolore lancinante che prova ogni giorno: “Finché non morirò passerò la mia vita piangendo”.

Sulla questione della presunta pianificazione dell’omicidio, Nazia ha negato qualsiasi incontro in famiglia per parlare della figlia, sostenendo di aver saputo della sua morte solo due settimane dopo. “Non è vero che ci siamo riuniti a casa nostra per parlare di Saman”, ha puntualizzato.

Anche Shabbar Abbas, padre di Saman, si è espresso in aula: “Non siamo stati noi genitori ad uccidere nostra figlia. Abbiamo fatto molta fatica a crescere i nostri figli”. Secondo il padre, il 30 aprile, prima della scomparsa di Saman, c’era stata una telefonata della ragazza, nella quale chiedeva aiuto. In seguito, ha interrogato Danish sulla questione, ma ha ricevuto rassicurazioni che nulla fosse accaduto.

“Non so cosa sia successo”, ha detto Shabbar, accusando direttamente lo zio e i cugini di Saman, ritenendoli responsabili dell’omicidio. Le dichiarazioni di entrambi i genitori evidenziano un quadro familiare lacerato dal dolore e dalle accuse.

Questa complessa vicenda giudiziaria pone interrogativi profondi sulle dinamiche familiari e sociali che hanno portato a questo tragico epilogo, mentre il desiderio di giustizia continua a pesare sulle spalle di chi è rimasto.

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