Dazi devastanti: 2.000 miliardi bruciati a Wall Street e l'Europa in crisi! | Siamo al punto di non ritorno?

Giovedì nero per le Borse: Wall Street brucia 2.000 miliardi e Milano perde il 3,6%. Rischi di inflazione e recessione sempre più elevati! 📉💔

A cura di Redazione
03 aprile 2025 18:21
Dazi devastanti: 2.000 miliardi bruciati a Wall Street e l'Europa in crisi! | Siamo al punto di non ritorno? -
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Dazi, terremoto per le Borse: a Wall Street bruciati 2.000 miliardi, Milano perde il 3,6%

Romano – La nuova ondata di dazi imposta dall’amministrazione Trump ha scatenato una reazione a catena devastante per i mercati azionari di tutto il mondo. Gli effetti delle nuove tariffe commerciali si sono manifestati in maniera drammatica, con le Borse europee che hanno visto evaporare oltre 422 miliardi di euro in un solo giorno.

Nella giornata di giovedì 3 aprile 2025, il listino della Borsa di Milano ha chiuso con una pesante perdita del 3,6%, riducendosi a 37.070 punti. I segnali di crisi erano già apparsi all’apertura delle contrattazioni, con un andamento in netto ribasso man mano che ci si avvicinava all’avvio delle attività a Wall Street. Il Ftse Mib ha toccato ai minimi livelli da gennaio, mentre le altre piazze europee non se la sono cavata meglio: Parigi ha ceduto il 3,31%, Francoforte il 3,01%, mentre Londra e Madrid, sebbene più contenute, hanno segnato comunque perdite significative.

Anche Oltreoceano la situazione non è rosea. Wall Street ha bruciato 2.000 miliardi di dollari di valore, con colossi come Apple, Amazon e Nvidia tra i più colpiti. Le perdite si sono registrate in maniera significativa, con Apple che ha visto scendere il suo valore di quasi 274 miliardi di dollari. Mentre il Nasdaq, l’indice tecnologico, ha vissuto un calo di oltre il 5,5%.

Il settore automobilistico è stato particolarmente vulnerabile a questa ondata di dazi. Le tariffe al 25% imposte dall’amministrazione Trump hanno inferto colpi durissimi a marchi simbolo come Stellantis e Ferrari, mentre i titoli petroliferi hanno visto cadute vertiginose, in particolare Saipem, Eni e Tenaris.

La reazione non si è limitata agli Stati Uniti e all’Europa. Le Borse asiatiche hanno chiuso in forte calo, con le tariffe sulla Cina arrivate al 54% e su quelle giapponesi al 24%. La situazione per aziende come Toyota è apparsa critica, con il titolo crollato del 5,4%.

In aggiunta agli effetti sui mercati, il dollaro si è deprezzato rispetto all’euro, che ha toccato quota 1,1065. Questa svalutazione avrà ripercussioni sui prezzi delle esportazioni, aggravando ulteriormente la situazione.

Economisti di fama internazionale hanno lanciato un allarme unanime: la politica commerciale dell’amministrazione Trump potrebbe portare a un aumento dei rischi di inflazione e recessione su scala globale, mettendo a repentaglio la crescita economica non solo degli Stati Uniti, ma dell’intero sistema economico mondiale.

Le ripercussioni di questa crisi, segnata dall’incertezza e dalla speculazione, si stanno facendo sentire ampiamente e i prossimi giorni si preannunciano decisivi per capire come e in che misura i mercati riusciranno a risollevarsi dopo questo durissimo colpo.

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