Dipendenti federali a pulire i bagni | Colpa di Trump o di una gestione fallimentare?
Il rientro dei dipendenti federali reintegrati da Trump diventa una tragicommedia: caos, risorse scarse e pulizie fai-da-te. Scopri di più! 🚽😅

Trump reintegra e crea caos: i dipendenti federali con spazzoloni in mano
Roma – Il ritorno in ufficio per i dipendenti federali licenziati dall’ex presidente Donald Trump si sta rivelando un episodio surreale e tragicomico. La situazione è paragonabile a una commedia degli errori, con una mancanza di risorse che trasforma il luogo di lavoro in un vero e proprio strucco. Impegnati a pulire i bagni e a lavorare seduti per terra, i dipendenti si trovano ad affrontare una realtà lavorativa ben lontana da qualsiasi standard di efficienza.
Secondo quanto riportato, l’obiettivo dell’amministrazione sarebbe quello di garantire che i dipendenti “lavorino davvero”, ma in che condizioni? Le agenzie federali non sembrano pronte a gestire questo rientro massiccio. In particolare, l’avvio dell’attività presso l’FDA ha coinciso con problemi logistici, come parcheggi introvabili e mense vuote, mentre i dipendenti dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) di Atlanta sono stati costretti a cercare "un posto libero" per sedersi, spesso senza neppure una scrivania.
Il caos non si limita alle mancanze infrastrutturali, ma colpisce anche il morale dei lavoratori. Impieghi federalizzati sono stati trasformati in un vero e proprio campo di battaglia tra quelli che sono stati riassunti e il loro diritto al lavoro da remoto, ora ignorato dalle nuove disposizioni. Alcuni membri del Forest Service, assunti per lavorare a distanza, sono stati costretti a percorrere fino a 50 miglia per timbrare il cartellino, pur continuando a lavorare in modalità virtuale.
In tutto questo, emerge anche l’influenza di Elon Musk, a capo del Department of Government Efficiency, un’espressione che sembra nascondere più che rivelare la verità sui recenti tagli e le riassunzioni forzate. Il blocco delle spese ha portato a una carenza di cose fondamentali, come la carta igienica, costringendo addirittura alcuni dipendenti a occuparsi delle pulizie.
La Casa Bianca e l’Office of Management and Budget, al momento, non forniscono dati ufficiali sulla situazione, ma fonti interne parlano di un’amministrazione in evidente crisi. Le agenzie federali, tra tagli e ordine confusi, cercano di riorganizzarsi, lasciando i dipendenti in uno stato di precarietà, incerti sul futuro del proprio impiego. La speranza prevale tra i lavoratori: desiderano ritornare a sedere su una sedia, e non direttamente sul pavimento dei bagni che si trovano a pulire.