Gaza: la verità sconvolgente dietro l'invasione israeliana | Perché il mondo ignora il dramma umanitario?

Situazione critica a Gaza: bombardamenti e mancanza di aiuti umanitari segnano il dramma quotidiano della popolazione. Scopri la testimonianza toccante di Sami Abou Omar. 🚨🌍

A cura di Redazione
02 aprile 2025 15:25
Gaza: la verità sconvolgente dietro l'invasione israeliana | Perché il mondo ignora il dramma umanitario? -
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Gaza, l’emergenza umanitaria si aggrava: "Israele invade la popolazione senza cibo"

ROMA – “Le Forze armate israeliane hanno lanciato una grande operazione e stanno sfollando la popolazione sia da nord che da sud, e da 35 giorni non entrano più aiuti umanitari: siamo allo stremo”. Queste le parole di Sami Abou Omar, operatore umanitario a Gaza per l’Associazione di cooperazione e solidarietà Acs – Italia, rilasciate all’agenzia Dire. La testimonianza arriva mentre si intensificano gli scontri e le operazioni militari israeliane nella Striscia, con notizie di bombardamenti che hanno già causato una trentina di morti, inclusi civili e bambini.

Secondo report di stampa internazionale, l’invasione di terra coincide con la ripresa dei bombardamenti, che ha provocato finora oltre 1.000 vittime dal 19 marzo. Tra le più recenti tragiche perdite, si segnala un attacco contro una clinica gestita dall’Unrwa a Jabalia, dove sono state colpite famiglie sfollate. Il ministero della Salute locale ha confermato che tra le vittime ci sono anche tre bambini, evidenziando come i civili stiano pagando il prezzo più alto di un conflitto in continua escalation.

Israele giustifica l’operazione come necessaria per la creazione di una “buffer zone”. Secondo il ministro della Difesa, Israel Katz, gli obiettivi includono non solo l’allargamento del territorio controllato da Israele ma anche la pressione su Hamas affinché rilasci gli ostaggi. Questo nuovo corso di azioni militari segna la fine dell’accordo di cessate il fuoco, apparentemente rispettato per 42 giorni, che aveva garantito un temporaneo tregua e l’ingresso di aiuti.

Abou Omar continua la sua testimonianza descrivendo una situazione drammatica: “I militari stanno entrando perché vogliono allargare la zona cuscinetto, che dovrà essere il 25% della Striscia di Gaza. Al momento, più di 140mila persone stanno evacuando verso ovest, nelle direzioni di Rafah e Khan Younis”. Queste due città sono nel mirino delle operazioni militari, con popolazione costretta a fuggire anche a fronte dell’inaccessibilità a cibo, acqua e rifugi.

Il conflitto ha creato una situazione insostenibile, con i cittadini che continuano a muoversi verso le già sovraffollate aree di rifugio, come il campo di Al-Masawi. Tuttavia, le organizzazioni umanitarie avvertono che in Gaza non esistono realmente zone sicure. Volantini distribuiti dagli aerei militari hanno ordinato alla popolazione di trasferirsi, ma la mancanza di luoghi sicuri rimane un problema cruciale.

Le recenti notizie hanno destato l’indignazione delle Nazioni Unite, dopo il ritrovamento in una fossa comune di quattordici operatori della Mezzaluna rossa palestinese e della protezione civile, il che sottolinea ulteriormente i rischi mortali per chi cerca di prestare aiuto. Solo ieri, Israele ha ammesso di aver colpito un’ambulanza, ritenuta un veicolo sospetto, nell’ambito delle operazioni di attacco.

In questo contesto di crescente violenza, il bombardamento di strutture mediche, come quello all’ospedale oncologico di Khan Younis, non fa che aumentare la gravità della crisi. Gli appelli della comunità internazionale per un cessate il fuoco e un aumento degli aiuti umanitari si fanno sempre più pressanti, mentre la popolazione di Gaza affronta ogni giorno il fantasma di una guerra che non accenna a placarsi.

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