Meritocrazia Italia, presidente a convegno Csa e Fiadel: "Vogliamo un mercato del lavoro equo"
(Adnkronos) - Meritocrazia Italia oggi ha preso parte al Convegno nazionale organizzato da Csa e Fiadel, tenutosi a Rimini e che ha coinvolto oltre 350 delegati sindacali impegnati negli enti locali e nelle aziende partecipate e da una v
(Adnkronos) - Meritocrazia Italia oggi ha preso parte al Convegno nazionale organizzato da Csa e Fiadel, tenutosi a Rimini e che ha coinvolto oltre 350 delegati sindacali impegnati negli enti locali e nelle aziende partecipate e da una vasta rappresentanza di parte datoriale e imprenditoriale. Nel suo intervento, il segretario generale Csa e Fiadel ha ricordato che, per fare un salto di qualità nella tutela dei territori, è fondamentale tenere il dialogo non soltanto con le amministrazioni, ma anche con le realtà associative, parte attiva nel raggiungimento di migliori condizioni di vita per tutti. Espressa menzione è stata fatta alla qualità del contributo dato da Meritocrazia Italia, quale spazio di confronto costruttivo e nell’elaborazione di idee e progetti a rilevanza sociale.
Importanti gli interventi del presidente Anci e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha sottolineato la necessità di salvaguardare e potenziare il ruolo dei Comuni quali istituzioni di prossimità ed attuatori dei servizi per i cittadini, mettendoli nelle condizioni di poter sostenere le richieste delle persone, delle famiglie, delle imprese e dei territori, dotandoli delle risorse, dei poteri e delle funzioni necessarie per poter correttamente assolvere al loro compito istituzionale. Di rilievo anche l'intervento del ministro Zangrillo, che nel suo video messaggio di saluto ha ricordato le varie iniziative poste in essere per favorire i rinnovi contrattuali e l'adeguamento salariale del personale della Pa, non mancando di richiamare il percorso di riconoscimento del merito nella Pa e dell'innalzamento formativo, in linea con la proposta avanzata da Meritocrazia Italia nel proprio articolato posto all'attenzione del Governo e delle forze politiche.
Alla discussione sulla relazione del Segretario ha partecipato anche il Presidente nazionale MI Walter Mauriello, che ha portato la sensibilità del Movimento sul tema delicatissimo delle moderne politiche del lavoro. Sono obiettivi di riequilibrio a guidare l’impegno di Meritocrazia a fronte della corrente situazione del mercato del lavoro e degli andamenti previsionali. È evidente il disallineamento tra prospettive di occupazione e reale disoccupazione, tra possibilità lavorative e tutele del comparto privato e del pubblico impiego, tra sistemi produttivi e attivi e sistemi assistenzialistici, tra diritto alla stabilità del lavoro e diritto all’opportunità, tra normativa nazionale e regolazione europea. Questo scompenso ha generato distorsioni che hanno improcrastinabile bisogno di essere corrette. In un tempo di profonde trasformazioni economiche, sociali e demografiche, Meritocrazia promuove una visione ambiziosa: unire lavoro e politiche sociali in un’unica strategia per valorizzare le persone, rafforzare le comunità e garantire pari opportunità a tutti, superando le diseguaglianze e rilanciando l’ascensore sociale basato sul merito.
Un intervento appassionato, coinvolgente e molto apprezzato da tutta la platea quello del presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello, il quale ha sottolineato l'importanza delle sinergie tra il sindacato e la cittadinanza attiva, in quanto entrambi impegnati a riportare al centro temi come la dignità del lavoro, la valorizzazione del merito, dell'impegno e del principio di pari opportunità nel mondo del lavoro così come nella società in generale, per offrire un riferimento concreto ed un servizio di trasparenza e verità a cittadini e lavoratori, in un momento storico particolarmente delicato, in cui l'avvento dell'AI ed il lievitamento dei costi della politica, rischiano di incidere enormemente sulla spalle dei dipendenti e delle famiglie. La conclusione del presidente Mauriello è dedicata ad uno sprone alla comprensione effettiva delle esigenze della popolazione e dei laboratori, che chiedono solamente di poter appurare che il proprio lavoro consente una vita dignitosa, per dare senso alla previsione stessa di apertura della nostra carta costituzionale per cui l'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro.