Referendum sulla giustizia 2026: TUTTO quello che devi sapere

Tutte le informazioni pratiche sul voto del 22-23 marzo: orari, chi può votare, il quesito e le principali novità della riforma.

17 marzo 2026 10:42
Referendum sulla giustizia 2026: TUTTO quello che devi sapere -
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Il referendum sulla giustizia si svolge domenica 22 marzo (dalle 7 alle 23) e lunedì 23 marzo 2026 (dalle 7 alle 15). I cittadini sono chiamati a votare su un referendum costituzionale abrogativo: si può scegliere per confermare la riforma varata dal governo o No per respingerla. Per votare è obbligatorio presentare la tessera elettorale e un documento d'identità.

Il risultato del voto sarà valido indipendentemente dall'affluenza: per questo referendum non è previsto il quorum. Se prevarrà il , la riforma sarà approvata e entrerà in vigore; se vincerà il No, la riforma sarà respinta e non avrà effetti.

Come e quando si vota

I seggi saranno aperti su due giorni: domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Chi si trova in coda al momento della chiusura potrà comunque votare. Il voto è segreto: sulla scheda si esprimerà la preferenza barrando o No.

Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni iscritti nelle liste elettorali. Al seggio occorre portare la tessera elettorale (con almeno uno spazio disponibile per il timbro) e la carta d'identità o altro documento valido (patente, passaporto). Se la carta d'identità è scaduta ma consente ancora l'identificazione, si può comunque votare. In assenza di documento, la possibilità di votare può essere confermata dalla dichiarazione di uno scrutatore o di un altro elettore che conosca la persona.

In caso di tessera elettorale smarrita o piena, è possibile richiederne un duplicato presso gli uffici del Comune anche il giorno del voto: per evitare ritardi è consigliabile controllare la documentazione nei giorni precedenti.

Il testo del quesito che comparirà sulla scheda recita in sintesi il seguente invito al votante: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione, pubblicata il 30 ottobre 2025 con il titolo 'norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare'?".

Cosa prevede la riforma messa al voto

La riforma — spesso citata come riforma Nordio — introduce modifiche rilevanti nell'ordinamento giudiziario. I punti principali sono:

  • Separazione delle carriere: giudici e pubblici ministeri non svolgeranno più lo stesso concorso e non potranno più cambiare carriera (pm → giudice o viceversa) come avviene attualmente in casi limitati.
  • Sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM): al posto di un unico CSM ne saranno istituiti due distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri.
  • Sorteggio dei membri del CSM: una parte dei componenti non sarà più eletta ma sorteggiata tra i magistrati.
  • Istituzione dell'Alta corte disciplinare: le funzioni disciplinari non saranno più svolte esclusivamente dal CSM, ma da un nuovo organismo composto da magistrati (anche sorteggiati), membri laici scelti da una lista parlamentare e nominati dal Presidente della Repubblica.

Se il voto darà il via libera, queste disposizioni entreranno in vigore secondo i tempi previsti dalla legge di revisione costituzionale.

Sondaggi, affluenza e dinamiche

Gli ultimi sondaggi disponibili prima del divieto di pubblicazione mostravano un quadro equilibrato con un lieve vantaggio per il in media, ma con risultati molto sensibili al livello di affluenza. In particolare, le simulazioni indicavano che una bassa partecipazione avvantaggerebbe il No, mentre un'affluenza più elevata (intorno o oltre il 50%) favorirebbe il . Le rilevazioni segnalavano inoltre una rimonta del No rispetto all'inizio dell'anno, rendendo il risultato complessivamente incerto.

Schieramenti politici

Nel corso della campagna il centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi moderati) si è schierato in modo compatto a favore del . Nell'opposizione, Alleanza Verdi-Sinistra e Movimento 5 Stelle hanno sostenuto prevalentemente il No, così come il Partito Democratico, nonostante al suo interno alcune componenti avessero espresso disponibilità al Sì. Azione e +Europa si sono schierate a favore della riforma; Italia Viva ha lasciato libertà di coscienza ai suoi iscritti.

Spoglio e tempi di proclamazione

Alla chiusura dei seggi, lunedì 23 marzo alle 15, sarà reso noto il dato definitivo sull'affluenza, che potrà dare una prima indicazione sulle possibili tendenze del voto. Lo scrutinio inizierà immediatamente: i risultati definitivi sono attesi entro la serata di lunedì, ma le tempistiche dipenderanno dalla vicinanza del risultato tra Sì e No e dall'organizzazione dello spoglio.

Per gli elettori: portate con voi la tessera elettorale e un documento valido, verificate per tempo la disponibilità di spazi sulla tessera e, se necessario, richiedete il duplicato al Comune per evitare problemi il giorno del voto. L'esito di questa consultazione definirà se le modifiche approvate dal Parlamento entreranno nella Costituzione o verranno respinte dall'elettorato.

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