Messina, false residenze per ottenere più voti: arrestato sindaco di Forza d'Agrò

(Adnkronos) - False attestazioni di residenza, che, permettendo di votare a persone che non ne avevano diritto, avrebbero inquinato, alterandolo, l'esito delle elezioni amministrative dell'8 e del 9 giugno 2024 del Comune di Forza d'Agrò

A cura di Adnkronos Redazione
01 aprile 2026 07:55
Messina, false residenze per ottenere più voti: arrestato sindaco di Forza d'Agrò -
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(Adnkronos) - False attestazioni di residenza, che, permettendo di votare a persone che non ne avevano diritto, avrebbero inquinato, alterandolo, l'esito delle elezioni amministrative dell'8 e del 9 giugno 2024 del Comune di Forza d'Agrò (Messina) che hanno portato alla riconferma del sindaco uscente, Bruno Miliadò. E' quanto emerge dall'indagine dei carabinieri avviata a marzo 2024.  

Agli arresti domiciliari oltre a Miliadò, sono finiti un consigliere comunale di Forza d'Agrò, un agente e un ausiliario del traffico della locale Polizia municipale, e il divieto di dimora nel luogo di residenza per un altro consigliere comunale dello stesso Comune. I cinque sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. 

L'attività investigativa era stata avviata dopo la segnalazione di anomalie nelle consultazioni elettorali del 2024. Sono emerse così 96 richieste di trasferimento di residenza, ritenute anomale, proprio per la loro prossimità (tra fine 2023 e aprile 2024) alla data delle consultazioni elettorali del Comune avvenute l'8 e 9 giugno dello stesso anno. Un'anomalia ancora più evidente considerando che il Comune di Forza d'Agrò conta appena 835 residenti e la normativa prevede che, per ottenere il diritto al voto in un Comune, è necessario che l'iscrizione nelle sue liste elettorali sia avvenuta almeno 45 giorni prima delle votazioni. "Il grave quadro indiziario - spiegano gli investigatori dell'Arma si è altresì nutrito degli esiti dell'attività ispettiva disposta in via amministrativa dal prefetto di Messina, destinatario di denunce di irregolarità" in occasione di quella tornata elettorale. 

Dalle indagini, grazie a intercettazioni telefoniche, servizi di osservazione, analisi di tabulati telefonici, acquisizioni documentali e all'ascolto di persone informate dei fatti, è emerso che su 96 richieste di residenza analizzate 59 sono risultate false. Un numero ancora più rilevante, annota il procuratore di Messina, Antonio D'Amato, se si considera che, a fronte di 673 votanti, il sindaco è stato eletto con uno scarto di 30 voti, mentre la lista che lo sosteneva si è affermata con 40 preferenze. "Le indagini hanno accertato che, sebbene le richieste di cambio di residenza provenissero da soggetti riconducibili a entrambi gli schieramenti impegnati nella competizione elettorale - sottolineano gli investigatori -, il sindaco uscente, piegando a propri fini la carica ricoperta, aveva assunto il controllo dei procedimenti di verifica delle residenze. Infatti, le richieste di cambio di residenza non venivano più trasmesse ritualmente dall'ufficio Anagrafe alla Polizia municipale, ma gestite dal sindaco, che le assegnava in prima persona ai pubblici ufficiali che avrebbero poi dovuto istruirle, impartendo, ai medesimi agenti della Polizia municipale indagati, le disposizioni sui controlli da effettuare in maniera 'addomesticata'". 

Nell'aprile 2024, proprio a ridosso della data delle elezioni comunali, l'ausiliario del traffico, arrestato oggi, era stato nominato 'accertatore anagrafico', risultando, poi, l'esecutore della maggior parte dei controlli da cui era scaturito un cambio di residenza. 

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