Accordo Italia-Albania sui migranti, il premier Rama chiarisce: "Resta finché lo vuole l'Italia"

(Adnkronos) - L'accordo sui migranti tra Italia e Albania "resta finché l'Italia lo vuole". Il premier albanese Edi Rama interviene sulla questione del protocollo sui migranti, per chiarire la posizione del suo governo, dopo le dichiara

A cura di Adnkronos Redazione
12 maggio 2026 10:36
Accordo Italia-Albania sui migranti, il premier Rama chiarisce: "Resta finché lo vuole l'Italia" -
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(Adnkronos) - L'accordo sui migranti tra Italia e Albania "resta finché l'Italia lo vuole". Il premier albanese Edi Rama interviene sulla questione del protocollo sui migranti, per chiarire la posizione del suo governo, dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri Ferit Hoxha, secondo cui l'accordo potrebbe non essere rinnovato alla scadenza nel 2029.  

"A tutti i giornalisti italiani, e non solo, che mi stanno contattando riguardo a una citazione fuorviante riportata da un organo di stampa dopo un’intervista al ministro degli Esteri albanese: permettetemi di ribadire, con chiarezza e spero una volta per tutte, che il nostro protocollo con l’Italia è qui per restare, per tutto il tempo che l’Italia lo vorrà", scrive su X Rama. Già Hoxha era intervenuto, assicurando che le sue dichiarazioni "non devono in alcun modo essere interpretate come un cambiamento della posizione dell'Albania".  

L'Albania probabilmente non rinnoverà l'accordo stretto con l'Italia per ospitare dei centri destinati ad accogliere migranti, ha dichiarato ad Euractiv il ministro degli Esteri albanese. "Innanzitutto - ha detto - l'accordo è di cinque anni e non sono sicuro che ci sarà una proroga. In secondo luogo, non ci sarà alcuna proroga perché saremo membri dell'Unione Europea". 

"Tutti hanno fatto lo stesso calcolo", ha affermato Hoxha, riferendosi alla scadenza del 2030 a cui l'Albania punta per l'adesione. "Una volta che l'Albania entrerà a far parte dell'Ue, non sarà più territorio extraterritoriale, ma territorio dell'Unione Europea", ha concluso.  

Una dichiarazione che in un primo momento ha preso in contropiede il governo italiano. "Non mi ha detto assolutamente nulla, il 2030 è così lontano, pensiamo a quello che dobbiamo fare adesso", ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, riferendosi all'incontro avuto a Bratislava con il suo omologo albanese. Con l'Albania c'è una "grande collaborazione - ha quindi agiunto Tajani - soprattutto abbiamo insistito sul Corridoio 8, sulle infrastrutture, sui collegamenti, è una priorità anche per noi questo progetto europeo che collegherà l'Italia, attraverso l'Adriatico e l'Albania, al Mar Nero e che in prospettiva si collegherà anche al corridoio Imec". 

Di contrasto all'immigrazione e di sviluppi futuri del Protocollo Italia-Albania ha parlato invece il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante l’incontro di oggi a Tirana con l’omologo albanese Besfort Lamallari, confermando l’ottima collaborazione tra i due Paesi. I due ministri si sono confrontati anche in vista dell’entrata in vigore dei nuovi regolamenti europei in materia di migrazione e asilo, condividendo l’opportunità di proseguire sulla cooperazione avviata, che ha costituito un modello innovativo apprezzato dai principali Paesi europei, e che costituisce un elemento caratterizzante dell’amicizia tra i due Paesei. Il ministro Piantedosi ha confermato che l’Italia continuerà a sostenere attivamente l’Albania nel percorso di adesione alla Ue, e ha espresso soddisfazione per l’ottima collaborazione raggiunta anche dalle squadre di investigazione congiunte delle Forze di Polizia, sulle iniziative di contrasto alle organizzazioni criminali transnazionali e ai narcotrafficanti. “L’amicizia tra i nostri Paesi - ha concluso Piantedosi - ha radici profonde e si è consolidata grazie a un dialogo costante ulteriormente rafforzato negli ultimi anni dalla sintonia tra i nostri Premier”. 

Ma dopo le parole di Hoxha, le opposizioni chiedono un'informativa urgente alla Camera della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui Cpr in Albania. A porre la questione nell'aula di Montecitorio è stato Alfonso Colucci, del Movimento 5 stelle, a cui si sono poi aggiunti Riccardo Magi, di +Europa, Rachele Scarpa, del Partito democratico, Francesca Ghirra, di Avs, e Roberto Giachetti, di Italia viva. 

"Con le dichiarazioni del ministro degli Esteri albanese si mette una pietra tombale" sullo "spot pubblicitario del governo Meloni in Albania, che costa ai cittadini italiani centinaia di migliaia di euro, soldi che sono sottratti alla sicurezza, alla sanità, all'istruzione, ai trasporti, ed è gravissimo che questo avvenga in questo momento storico in cui gli italiani sono alle prese con il caro vita", ha detto in aula il deputato pentastellato.  

Stessi toni per la deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Laura Boldrini che parla di "centinaia di milioni e di fondi pubblici sprecati per un progetto che non ha minimamente influito sulla gestione dei flussi migratori, non ha mai funzionato e che ora si dimostra anche senza futuro. Un investimento a perdere solo per un po' di propaganda quando quei fondi - ha incalzato Boldrini - avrebbero potuto dare un po' di ossigeno, ad esempio, alla sanità pubblica che è sempre più in difficoltà. Meloni e questo Governo ne dovranno rispondere". 

Ma da Fratelli d'Italia si getta acqua sul fuoco. “Le dichiarazioni del ministro degli Esteri albanese, su cui le opposizioni stanno montando le solite pretestuose polemiche, sono ovvie e scontate", ha affermato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami. "Peraltro, lo stesso ministro poi è intervenuto smentendo questa falsa narrazione - ha chiarito Bignami - . È risaputo che nel 2030 l’Albania entrerà nell’Unione europea e quindi quel Protocollo che l’Italia aveva firmato con un Paese Terzo, quale è attualmente l’Albania, potrà divenire un accordo tra due Paesi ma stavolta appartenenti all’Unione europea. E tutto questo è confermato dalla presenza proprio oggi a Tirana del ministro Piantedosi, che si è incontrato con il suo omologo albanese anche e soprattutto per lavorare sulla prosecuzione della collaborazione avviata. Quindi - ha concluso Bignami - nessun annuncio da parte del ministro albanese sui centri, che invece stanno funzionando a pieno regime, a conferma della validità delle politiche migratorie del governo Meloni che tutta Europa considera un modello di riferimento”. 

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