Addio a Dick Parry, il sax che ha reso immortale il suono dei Pink Floyd
(Adnkronos) - È morto all’età di 83 anni Dick Parry, il celebre sassofonista britannico che contribuì a definire il sound dei Pink Floyd in alcuni dei loro brani più iconici. La notizia è stata annunciata da David Gilmour attraverso i so
(Adnkronos) - È morto all’età di 83 anni Dick Parry, il celebre sassofonista britannico che contribuì a definire il sound dei Pink Floyd in alcuni dei loro brani più iconici. La notizia è stata annunciata da David Gilmour attraverso i social network, senza specificare le cause e il luogo del decesso. “Il mio caro amico Dick Parry è morto”, ha scritto il chitarrista dei Pink Floyd. "Da quando avevo 17 anni, ho suonato in diverse band con Dick al sassofono, tra cui i Pink Floyd".
Nato il 22 dicembre 1942 a Kentford, nel Suffolk, Dick Parry era entrato nella leggenda del rock grazie ai suoi assoli e alle sue atmosfere raffinate in canzoni diventate simbolo della band britannica, tra cui “Money”, “Us and Them”, “Wish You Were Here” e soprattutto “Shine On You Crazy Diamond”. Il suo sax caldo ed evocativo è stato per decenni una delle firme sonore più riconoscibili dell’universo dei Pink Flooyd- Gilmour ha ricordato il musicista sottolineando “il suo tocco e il suo timbro inconfondibile”, capaci di trasformare il sax in “una firma di enorme bellezza conosciuta da milioni di persone”.
Oltre alle registrazioni in studio, Parry accompagnò regolarmente i Pink Floyd dal vivo negli anni Settanta, diventando presenza stabile nei concerti della band. Tornò poi a collaborare con il gruppo nel 1994 per l’album "The Division Bell", partecipando anche alla successiva tournée documentata nel live "Pulse". Il sassofonista prese parte inoltre al celebre concerto del Live 8 del 2005 insieme ai Pink Floyd e collaborò con Gilmour anche nei suoi progetti solisti, inclusa la tournée di "On an Island". Nel corso della sua carriera, Dick Parry ha lavorato anche con altri grandi nomi della musica rock e blues, tra cui John Entwistle degli Who, Rory Gallagher e Lightnin’ Slim. (di Paolo Martini)