Giuli tira dritto sul 'repulisti' dello staff, Fratelli d'Italia ridimensiona lo scontro: "Creato caso sul nulla"

(Adnkronos) - Dopo l’ultimo caso esploso al Collegio Romano, in Fratelli d’Italia si prova a riportare ordine. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli tira dritto e formalizza l’allontanamento dei due suoi collaboratori. Senza ripensa

A cura di Adnkronos Redazione
11 maggio 2026 17:11
Giuli tira dritto sul 'repulisti' dello staff, Fratelli d'Italia ridimensiona lo scontro: "Creato caso sul nulla" -
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(Adnkronos) - Dopo l’ultimo caso esploso al Collegio Romano, in Fratelli d’Italia si prova a riportare ordine. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli tira dritto e formalizza l’allontanamento dei due suoi collaboratori. Senza ripensamenti. Il tutto sotto lo sguardo vigile dei vertici del partito, impegnati a circoscrivere una vicenda che ha fatto emergere tensioni interne, culminate poi nell’azzeramento dello staff del ministro. A farne le spese sono stati Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica e considerato vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, ed Elena Proietti, responsabile della segreteria personale. Da Fratelli d’Italia, però, si tenta di ridimensionare il caso. E di allontanare le voci su un possibile siluramento di Giuli da parte della premier Giorgia Meloni, descritta dalla stampa come profondamente contrariata da questo caos. Fonti del partito, però, smentiscono, spiegando che Giuli, "come tutti i ministri, ha la sua autonomia. Al momento ci sono tutte le condizioni per lavorare bene, certo dispiace che abbia fatto a meno di persone come Emanuele e Elena". E ancora: "Si sta montando un caso sul nulla, ma un ministro può anche cambiare il suo staff...". 

Una linea ribadita con nettezza da Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fdi, che da Andria ha difeso apertamente il titolare del Mic. "State creando un caso sul niente. È una dinamica naturale che un ministro possa scegliere o meno il proprio collaboratore. Sinceramente non vedo la notizia. Come al solito c’è chi parla di risultati e di risposte e chi invece fa gossip e basso chiacchiericcio", ha dichiarato a margine di un’iniziativa elettorale. Nel frattempo, fonti del ministero precisano che nella giornata di ieri i decreti di licenziamento "non esistevano ancora materialmente" e che non erano stati ancora formalizzati dal ministro. Oggi invece i provvedimenti sarebbero stati notificati, mentre si rincorrono le voci su nuove 'epurazioni' al Mic: "Non è finita...", assicura una fonte. 

A fornire una copertura politica alla scelta di Giuli è stato anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, capo delegazione di Fratelli d’Italia al governo. Nella nota diramata ieri, Lollobrigida ha sottolineato come il ministro Giuli abbia ritenuto, "come è d’altronde suo diritto, modificare l’assetto della sua segreteria". Una decisione che, ha aggiunto, rientra nella fisiologia degli incarichi fiduciari: "Il gabinetto deve corrispondere alle esigenze funzionali, almeno per alcuni ruoli direttamente dipendenti dal ministro, a un rapporto di totale sintonia". Lollobrigida ha quindi espresso fiducia nella capacità del ministro di individuare nuove figure "in linea con il presupposto fiduciario, oltre che di competenza", rivendicando al tempo stesso "l’esperienza e la capacità" di Merlino e Proietti, che - ha assicurato - potranno essere valorizzati "in altri ruoli nell’ambito istituzionale". 

Sulla vicenda oggi è intervenuto anche il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha ridimensionato la portata politica dello scontro esploso attorno al ministero della Cultura. "Oggi registro che il tema diventa che due dipendenti del ministero vengono rimossi. Non mi sembra una cosa così enorme", ha detto intervenendo a “Ping Pong” su Rai Radio1. Bignami ha quindi ricordato la propria esperienza personale da viceministro: "Io ho sostituito il mio capo segreteria perché banalmente abbiamo ritenuto, tra l’altro d’intesa, di procedere in una certa direzione". Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, casi analoghi sarebbero frequenti "in tutti i ministeri, in questo governo e nei precedenti". 

Da qui l’affondo finale contro le opposizioni: "Se sono questi gli argomenti su cui la sinistra deve fare polemica, vuol dire che il resto va abbastanza bene". Resta però il fatto che, dalle parti di Palazzo Chigi, nei giorni scorsi era stata accolta con fastidio anche la querelle tra Giuli e Matteo Salvini sul tema delle soprintendenze. E certo il nuovo bubbone scoppiato dentro il Mic non sta aiutando a stemperare il clima. L’intenzione dell’esecutivo, però, è quella di non alimentare ulteriormente la vicenda e di provare a chiuderla il più rapidamente possibile. 

 

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