Lombardia, Fontana: "Le istanze del Nord non ascoltate a Roma e per Milano serve subito nu candidato"
(Adnkronos) - Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo alla trasmissione Iceberg su Antenna3-Telelombardia, condotta dal direttore de La Ragione Fulvio Giuliani, ha affrontato diversi temi legati al futuro del
(Adnkronos) - Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo alla trasmissione Iceberg su Antenna3-Telelombardia, condotta dal direttore de La Ragione Fulvio Giuliani, ha affrontato diversi temi legati al futuro della Lombardia, dal rapporto con il governo alle prossime elezioni comunali di Milano, fino alle preoccupazioni economiche internazionali. In particolare, Fontana ha ribadito come, a suo giudizio, "le istanze del Nord non siano tanto ascoltate a Roma", sottolineando che la Lombardia rappresenta "il motore della nazione" e uno dei principali poli economici europei. Secondo il governatore, per restare competitiva in un contesto globale sempre più veloce, la regione avrebbe bisogno di maggiori strumenti e autonomia. Ha inoltre criticato alcune scelte del governo, parlando di una tendenza verso la centralizzazione, mentre il percorso dell’autonomia resta fermo: "Il problema del Nord, di cui parlava la Lega già con Bossi e Maroni, non è che non esiste. Ed è un problema estremamente delicato. Noi siamo il motore di questa nazione, siamo uno dei motori europei. Ci dobbiamo confrontare con l'Europa e con il mondo per essere competitivi, abbiamo bisogno di essere assistiti, abbiamo bisogno che ci vengano dati gli strumenti per poter essere competitivi in un mondo che ha una velocità completamente diversa. Assisto invece a manovre del governo che vanno verso una centralizzazione".
Il governatore lombardo ha poi affrontato la crisi in Medioriente: "Quello che sta succedendo -ha detto- è qualcosa che crea delle preoccupazioni notevolissime, soprattutto in una regione come la nostra manifatturiera e grande utilizzatrice di energia. Se le cose dovessero continuare è chiaro che ci sarebbero dei problemi. Io ho sempre grande fiducia nella nostra regione ma soprattutto nei lombardi che la abitano, perché sanno sempre trovare una risposta adeguata anche nei momenti di grande crisi, però, a un certo punto, c'è veramente il rischio che si crei un danno irreversibile perché la Lombardia è riuscita a superare la crisi dovuta al Covid, la prima crisi energetica per la guerra in Ucraina, i presunti dazi di Trump. Ogni volta si è rialzata e aveva ricominciato a correre. Questa è stata un'ennesima mazzata, non ci voleva".
Guardando infine alle elezioni comunali di Milano del prossimo anno, Fontana ha chiesto al centrodestra di individuare rapidamente il candidato sindaco: "Siamo già in ritardo", ha detto, condividendo la posizione di Matteo Salvini sulla necessità di scegliere il nome prima dell'estate. Più che l'appartenenza politica o civica, per Fontana conta che il candidato abbia esperienza, personalità e una visione chiara dello sviluppo della città, capace di dialogare con i partiti, ma senza subirne l'influenza. Il presidente lombardo ha anche rivendicato il contributo dei precedenti sindaci di centrodestra: "Formentini, Albertini e Letizia Moratti. Tutti avevano un'idea e tutti si sono impegnati per andare in una certa direzione. Poi gli altri, bravissimi per carità, hanno raccolto quello che era già stato seminato".