Manufacturing Forum 2026, tra flessibilità, turni e digitalizzazione le sfide che ridisegnano il lavoro

(Adnkronos) - Presentati il 26 maggio al “Manufacturing Forum 2026”, il report “Manufacturing Workforce Outlook Italia 2026” e un estratto specifico sul settore della ricerca “HR & Payroll Pulse” che tracciano un quadro chiaro delle dina

A cura di Adnkronos Redazione
27 maggio 2026 10:37
Manufacturing Forum 2026, tra flessibilità, turni e digitalizzazione le sfide che ridisegnano il lavoro -
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(Adnkronos) - Presentati il 26 maggio al “Manufacturing Forum 2026”, il report “Manufacturing Workforce Outlook Italia 2026” e un estratto specifico sul settore della ricerca “HR & Payroll Pulse” che tracciano un quadro chiaro delle dinamiche del lavoro che stanno ridefinendo il manifatturiero italiano. Entrambi realizzati da SD Worx, gli studi mettono in luce le principali priorità di imprese e lavoratori, tra organizzazione del lavoro, flessibilità, retention e digitalizzazione dei processi HR. 

Secondo i dati di Confindustria, il manifatturiero genera in Italia il 15% del prodotto lordo del Paese e il 35% degli investimenti in macchinari e attrezzature, inoltre, investe il 50% della spesa complessiva in ricerca e sviluppo. Non solo, il settore occupa più del 25% dei lavoratori privati, contro una media europea del 21% (fonte Eurostat) e rappresenta il 13% del valore aggiunto manufatturiero dell’intera Europa. 

In questo scenario, le risorse umane assumono un ruolo sempre più strategico. Nelle imprese manifatturiere italiane, il 43% dei datori di lavoro ritiene che la funzione HR non sia ancora sufficientemente coinvolta nella pianificazione del business, una quota superiore alla media europea del 33,5% considerando l’insieme dei settori. Un dato che conferma quanto il contributo dell’HR sia oggi decisivo per affrontare trasformazione organizzativa, continuità operativa e competitività. 

 

Le condizioni di lavoro e l’organizzazione degli orari restano al centro delle preoccupazioni dei lavoratori del comparto. Per il 47% degli addetti della manifattura, un adeguato supporto al work-life balance è una priorità, contro una media europea del 38%. Quando si parla di benefit e premi, il 38% dei dipendenti del settore indica come preferenza principale una maggiore flessibilità oraria, rispetto al 31% rilevato a livello europeo. Nel manifatturiero, questa leva risulta ancora più rilevante dell’aumento dei giorni di ferie o dei buoni pasto, che invece guidano le preferenze in altri comparti. 

A fronte di queste aspettative, solo il 17% dei datori di lavoro della manifattura dichiara di avere piena consapevolezza delle richieste dei lavoratori in tema di flessibilità. Le imprese continuano invece a concentrarsi soprattutto su retention e turnover, indicati come priorità dal 35% delle aziende, contro una media europea che, considerando tutti i settori, si ferma al 24%. Il dato evidenzia un disallineamento che può incidere sulla capacità di attrarre e trattenere competenze. 

 

A rendere ancora più complesso il quadro contribuiscono l’invecchiamento della forza lavoro e la gestione di turni e orari articolati. In questo contesto, emergono anche criticità operative che segnalano un livello di digitalizzazione ancora insufficiente. Se a livello europeo il 63% dei lavoratori afferma di riuscire a registrare facilmente le proprie ore senza eccessivi oneri burocratici, tra gli addetti italiani della manifattura la quota scende al 51%. Analogamente, solo il 55% dichiara di leggere con facilità la propria busta paga, contro il 69% della media europea. Elementi che confermano come la semplificazione dei processi HR possa diventare un fattore concreto di efficienza e competitività. 

“I distretti manifatturieri italiani sono letteralmente delle macchine di sapere tacito per questo la manifattura italiana non ha bisogno di reinventarsi, ma di riconoscersi. - commenta Adriano Solidoro, Associate Professor of Organization & Management all’Università degli Studi di Milano-Bicocca - Oggi i responsabili HR e i direttori di produzione del manifatturiero italiano si trovano, inoltre, in un campo di tensioni simultanee che non ha precedenti nella storia recente del settore: cambio generazionale, flessibilità delle mansioni, leadership in trasformazione, wellbeing e retention. Da qui l’importanza di abbracciare la tecnologia come il mezzo, non il fine: digitalizzare il manifatturiero significa trasmettere il sapere alle prossime generazioni, e chi capisce questa distinzione ha già vinto la sfida del decennio”. 

"In Italia il manifatturiero ha un problema che non si risolve con nuovi macchinari: la gestione delle persone è ancora troppo "analogica". — dichiara Alessia Rigoni, Managing Director per l'Italia di SD Worx — I dati ci dicono che solo il 51% degli addetti riesce a registrare facilmente le proprie ore di lavoro. Quando metà della forza lavoro è in difficoltà su un processo così basilare, il tema non è più solo HR: è un freno alla competitività. Per questo lavoriamo con le imprese manifatturiere per trasformare la governance del lavoro da costo operativo a leva strategica''. 

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