Pa, Meritocrazia Italia chiede al ministro Zangrillo chiarezza su meriti e regole della riforma

(Adnkronos) - "Sembra che la riforma sul merito sia in dirittura d’arrivo. Meritocrazia Italia ne prende atto con attenzione, perché sostiene da sempre che senza merito non ci possa essere pubblica amministrazione che funzioni. Ma il mer

A cura di Adnkronos Redazione
21 maggio 2026 19:34
Pa, Meritocrazia Italia chiede al ministro Zangrillo chiarezza su meriti e regole della riforma -
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(Adnkronos) - "Sembra che la riforma sul merito sia in dirittura d’arrivo. Meritocrazia Italia ne prende atto con attenzione, perché sostiene da sempre che senza merito non ci possa essere pubblica amministrazione che funzioni. Ma il merito non può restare uno slogan da sventolare nelle conferenze stampa. Per trovare spazio nella realtà deve poggiare su procedure limpide, verificabili, sottratte all’arbitrio e al clientelismo di turno". Così in una nota Meritocrazia Italia. 

"Il disegno di legge Zangrillo - proseguono - interviene su due fronti delicati: la selezione dei dirigenti pubblici e il sistema di valutazione della performance. L’art. 10 demanda a un decreto legislativo la riforma degli Organismi Indipendenti di Valutazione (Oiv), prevedendo la nomina politica del solo presidente, il sorteggio per gli altri componenti, e il divieto assoluto per gli interni di farne parte. Per gli enti locali si introduce anche la ‘collettività’ negli Oiv, per dare finalmente voce all’opinione dei cittadini. Misure che vanno nella direzione giusta, se l’obiettivo è spezzare i circoli chiusi e riportare trasparenza. Ma non ci si può non chiedere chi stabilisce cosa sia il merito, e con quali criteri. Se si lascia la scelta dei meriti a un aggettivo qualificativo, a una valutazione discrezionale, a un passaggio estemporaneo di chi dirige un ufficio, non si crea davvero merito. Si crea piuttosto ‘de-merito’, a vantaggio del solito clientelismo mascherato da valutazione oggettiva. Gli organismi di valutazione finora non hanno funzionato come avrebbero dovuto proprio per la mancanza di procedure chiare e indipendenti. Cambiare i nomi senza cambiare il metodo significa ripetere l’errore".  

"Per questo Meritocrazia Italia chiede al ministro Zangrillo di chiarire subito quali le procedure da seguire per la scelta dei meriti, e chi dovrebbe valutare, con quali indicatori, con quali dati, con quale possibilità di contraddittorio per il valutato. Il merito si misura, non si decide a sentimento. Serve valorizzare il merito anche nei percorsi formativi. Non basta guardare al voto. Vanno valutati anche l’Università che lo ha attribuito, il percorso svolto, la spendibilità reale delle competenze acquisite. Il mercato della crescita professionale deve essere un obiettivo concreto, non una dichiarazione di principio. Altrimenti si finisce per premiare i titoli ‘facili’ e penalizzare chi ha studiato davvero. Occorrono anche garanzie contro il rischio di nuove spartizioni. La nomina politica del presidente dell’Oiv e il sorteggio degli altri componenti possono funzionare solo se il processo è blindato da regole di incompatibilità e pubblicità totale degli atti. Altrimenti cambiano i volti, ma non il sistema. Meritocrazia sostiene ogni riforma che metta al centro la competenza e la responsabilità, ma il merito, per essere credibile, deve avere procedure certe e ambizione sana: chi lavora meglio deve avanzare, chi non merita deve uscire. Altrimenti si rischia l’ennesima riforma che parla di merito e produce privilegio. Meritocrazia - concludono - è disponibile a un confronto tecnico e pubblico con il Ministero per contribuire a una riforma che funzioni davvero. L’Italia non ha bisogno di più leggi sul merito. Ha bisogno che il merito, finalmente, produca effetti concreti". 

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