Prezzi alle stelle per la guerra: dalle bollette al cibo, conto da oltre 1.200 euro per le famiglie
(Adnkronos) - Il conflitto in Medio Oriente desta preoccupazione non solo in termini umanitari e in ordine agli equilibri geopolitici ma anche relativamente alle tensioni sui prezzi per gli aumenti già avvenuti e quelli in arrivo. Dall’
(Adnkronos) - Il conflitto in Medio Oriente desta preoccupazione non solo in termini umanitari e in ordine agli equilibri geopolitici ma anche relativamente alle tensioni sui prezzi per gli aumenti già avvenuti e quelli in arrivo. Dall’energia ai trasporti, dai carburanti ai prodotti alimentari, le ricadute sui prezzi fanno lievitare le spese degli italiani pari a +204,31 euro a famiglia da fine febbraio a oggi, ovvero dallo scoppio della guerra e addirittura arriverebbe a + 1.225,90 euro a fine 2026. La stima è dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf), che ha effettuato uno studio anticipato all'Adnkronos, dopo aver monitorato attentamente l’andamento nei settori principalmente interessati: carburanti, bollette di energia elettrica e gas, prodotti agroalimentari e per la cura della casa e della persona, trasporti.
Per quanto riguarda i carburanti, nonostante il taglio delle accise, ad avviso dell'Osservatorio prematuramente decurtato per la benzina, le ricadute ammontano a 60 euro a famiglia per questi primi due mesi, ma potrebbero diventare (effettuando delle stime ai valori attuali) ben 360 euro annui.
Gli aumenti delle bollette dell'energia elettrica e il gas, calcolando una media dei prezzi sul mercato libero e sul servizio di tutela della vulnerabilità, ricadono su una famiglia in media con una spesa di +30,90 euro per il gas e +19,60 euro per l’energia elettrica negli ultimi due mesi, in termini annui, potrebbero arrivare a +185,40 euro per il gas e +117,60 per l’elettricità.
Ma maggiori costi si riverberano anche sui prodotti agroalimentari e su quelli per la cura della persona e della casa: i primi hanno registrato un incremento del +4,9%, i secondi del +5,8%, rispetto alla situazione precedente il conflitto, sulla base delle rilevazioni dell’Onf. Le ricadute finora ammontano a +52,21 euro per i prodotti agroalimentari e a +10,32 euro per i prodotti per la cura della persona e della casa.
Non trascurabile si rivela l'aumento dei prezzi dei trasporti (voli, treni e traghetti) +31,28 euro mediamente a famiglia negli ultimi 2 mesi e cresceranno ulteriormente in vista della stagione estiva.
A fronte di questa situazione Federconsumatori ha chiesto ripetutamente interventi rapidi e incisivi, per arginare la perdita del potere di acquisto delle famiglie, che ancora fanno i conti con i prezzi, cresciuti in maniera spropositata dal 2022 e mai tornati su livelli adeguati. Le principali misure da adottare, a parere dell'associazione dei coonsumatori, riguardano il ripristino di un taglio più consistente delle accise sulla benzina. Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote Iva su un paniere di beni essenziali. Inoltre la necessità di introdurre criteri per la determinazione del prezzo che realizzino il disaccoppiamento tra energia elettrica e gas. Un bonus energia più consistente esteso una platea di famiglie più ampia.
Federconsumatori suggerisce inoltre di creare un fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili e di mettere in atto la promessa riforma degli oneri di sistema su beni energetici, spostandone alcuni sulla fiscalità generale. Aumentare monitoraggio, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti. Infine, ma non ultimo, tassare adeguatamente gli extraprofitti delle aziende energetiche e non solo per finanziare misure di sostegno.
(di Cristina Armeni)