Stupro Capodanno, imputato condannato a 6 anni e mezzo in appello: "Fu violenza di gruppo"

(Adnkronos) - Condannato a 6 anni e mezzo Patrizio Ranieri, imputato nel processo per lo stupro di una ragazza di 16 anni avvenuto in una villa a Roma, nel quartiere Primavalle, la notte di Capodanno del 2020. Oggi, mercoledì 13 maggio,

A cura di Adnkronos Redazione
13 maggio 2026 13:29
Stupro Capodanno, imputato condannato a 6 anni e mezzo in appello: "Fu violenza di gruppo" -
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(Adnkronos) - Condannato a 6 anni e mezzo Patrizio Ranieri, imputato nel processo per lo stupro di una ragazza di 16 anni avvenuto in una villa a Roma, nel quartiere Primavalle, la notte di Capodanno del 2020. Oggi, mercoledì 13 maggio, i giudici della Terza sezione della Corte d’appello di Roma hanno aumentato la pena dai 5 anni e mezzo inflitti dal tribunale nel dicembre del 2024 a 6 anni e mezzo anche per il reato di violenza sessuale di gruppo che non era stato riconosciuto in primo grado.  

Secondo l’accusa, Ranieri e altri ragazzi, alcuni minorenni all’epoca dei fatti, avrebbero compiuto abusi sulla 16enne approfittando del suo stato di incoscienza dovuto all’assunzione di alcol e droghe. "Hanno trattato la vittima come una bambola di pezza", ha detto la rappresentante della procura generale nel corso della requisitoria in cui ha chiesto l’accoglimento del ricorso del pm e il rigetto di quello dell’imputato, "il ragazzo era maggiorenne e non ha avuto il minimo di pietà, ha approfittato della fiducia della giovane. La sentenza impugnata sembra scritta nel 1960".  

Per questa vicenda due minorenni sono già sotto processo mentre per un altro maggiorenne i pm hanno chiesto il processo. 

 

"Questa pronuncia della Corte d’Appello valorizza giustamente la dinamica concreta dei fatti, il materiale probatorio e la posizione di assoluta vulnerabilità in cui la vittima, che aveva 16 anni al momento del fatto, ubriaca e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, si è venuta a trovare. Leggeremo le motivazioni, ma reputo importante questa sentenza", afferma all’Adnkronos l’avvocata Licia D’Amico, legale di parte civile. 

“Questa sentenza di oggi ci conforta perché non soltanto in linea con la giurisprudenza dominante affermata dalla Corte di Cassazione, ma tiene conto del fatto che su questa ragazzina si sono accaniti contemporaneamente uno dietro l'altro più soggetti", aggiunge l’avvocata D’Amico, "riconoscendo, come invece non era avvenuto in primo grado, che è stato uno stupro di gruppo. Quindi, come difensore della parte civile naturalmente saluto con soddisfazione la modifica di questa parte della sentenza di primo grado: una sentenza che come ha ridetto oggi la rappresentate della procura generale nemmeno negli anni ‘60. Ritengo che la sanzione penale applicata oggi sia ancora una sanzione troppo lieve rispetto alla gravità del fatto, ma certamente mi conforta un’affermazione a tutela della vittima di stupro di gruppo, quale è quella che la Corte di Appello ha fatto". 

 

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