Emergenza caldo, stop attività lavorativa con deroga cig per ondate di calore

(Adnkronos) - Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge che per l'emergenza caldo "reintroduce norme già vigenti negli scorsi anni, sulla possibilità per alcuni operatori economici di sospendere o ridurre l’attività lavorativa, con consegue

A cura di Adnkronos Redazione
23 giugno 2026 19:29
Emergenza caldo, stop attività lavorativa con deroga cig per ondate di calore -
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(Adnkronos) - Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge che per l'emergenza caldo "reintroduce norme già vigenti negli scorsi anni, sulla possibilità per alcuni operatori economici di sospendere o ridurre l’attività lavorativa, con conseguente accesso in deroga al trattamento di cassa integrazione, a causa di eccezionali ondate di calore". Lo ha annunciato palazzo Chigi nella nota che segue il Cdm. 

Anche quest’anno numerose regioni italiane hanno emanato ordinanze per tutelare la salute dei lavoratori dagli effetti delle temperature estreme, che prevedono la sospensione temporanea delle attività all’aperto dalle 12.30 alle 16 nelle giornate e nelle località in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. La piattaforma previsionale Cnr e Inail è stata appena rinnovata con il nuovo progetto Worklimate 3.0 'Salute occupazionale e resilienza aziendale nell’era delle temperature estreme' (Bric Inail 2025).  

"Nel 2024 le ordinanze erano state adottate da 15 regioni italiane, interessando oltre 1,5 milioni di lavoratori - si legge in una nota -; nel 2025 il numero è salito a 18 regioni e oltre 2,3 milioni di addetti. Per il 2026, ancor prima dell’inizio dell’estate astronomica, hanno emanato tali provvedimenti già 16 regioni, a partire dal Lazio, a cui si sono aggiunte più recentemente anche la Campania e le Marche, coinvolgendo quindi la quasi totalità delle regioni italiane (18 regioni, con l’esclusione della Val d’Aosta e il Trentino-Alto Adige)". 

"L’evoluzione testimonia la crescente attenzione verso i rischi associati al caldo estremo - commenta Marco Morabito, del Cnr Ibe -. Oltre ai tradizionali comparti agricoltura ed edilizia, molte regioni hanno esteso la tutela a settori come florovivaismo, per il personale impegnato in serre e tunnel agricoli, attività estrattive, logistica di piazzale, consegne urbane, manutenzione stradale e ferroviaria, igiene ambientale e comparto forestale. Calabria e Puglia hanno ampliato l’ambito di applicazione agli ambienti confinati privi di adeguata ventilazione o sistemi di raffrescamento. Un’altra novità riguarda la tempistica: Lazio, Umbria, Toscana, Liguria, Puglia e Piemonte hanno anticipato la vigenza delle misure già nell’ultima decade di maggio e fino a settembre (Lazio, Umbria, Puglia, Emila Romagna, Lombardia, Calabria, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia e Molise), adeguandosi a una realtà climatica che frequentemente indica condizioni di rischio alto per i lavoratori già in primavera e fino a inizio autunno". 

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 23 giugno 2026

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