Fdi dice no al Pride Palermo, "Diritti non c'entrano, è manifestazione contro il Governo"
(Adnkronos) - “Il Pride a Palermo è diventato palesemente una manifestazione contro il governo Meloni, in cui non si va oltre il tema per cui si manifesta. Quindi, proprio perché è una manifestazione contro il governo Meloni, Fratelli d'Italia, che rapp
(Adnkronos) - “Il Pride a Palermo è diventato palesemente una manifestazione contro il governo Meloni, in cui non si va oltre il tema per cui si manifesta. Quindi, proprio perché è una manifestazione contro il governo Meloni, Fratelli d'Italia, che rappresenta la parte maggioritaria della coalizione che sostiene l'esecutivo, non la può condividere né sostenere. Credo che sia un ragionamento di grande coerenza”. Ecco perché Fratelli d’Italia non parteciperà al Palermo Pride, nonostante l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Roberto Lagalla, abbia appoggiato la manifestazione. Ieri, alla conferenza stampa, era presente l’assessore Fabrizio Ferrandelli a ribadire che l’amministrazione Lagalla “sarà sempre in piazza al fianco di chi reclama più diritti e libertà”. Ma Fratelli d’Italia non ci sta, come spiega in una intervista all’Adnkronos il neo assessore alla Cultura, Antonio Rini, che è anche segretario di Fratelli d’Italia Palermo.
“Il sindaco Lagalla è frutto di una sintesi politica di una coalizione di centrodestra, dove ci sono diverse anime, compresa l'anima che rappresenta Fratelli d'Italia, che è certamente per i diritti di tutti e di ciascuno ma che è contro la spettacolarizzazione della propria sessualità- dice Rini - Lasciando perdere questo, la critica però è nata dal fatto che ieri nella conferenza stampa gli organizzatori del Pride non si sono limitati a rivendicare la propria ideologia, che è rispettabile anche se io non la condivido, ma è rispettabile perché noi siamo per la democrazia e per il pensiero plurale. Ma hanno pesantemente attaccato il governo Meloni, hanno pesantemente attaccato le politiche della premier".
"E voglio ricordare che l'anno scorso, durante il corteo, si sono registrate anche immagini di Giorgia Meloni a testa in giù. Allora io dico che una cosa è rivendicare il proprio diritto e una cosa è che il Pride diventi una manifestazione di dissenso politico. Perché tu non puoi da un lato rivendicare i diritti e da un altro lato l'unico presidente del consiglio donna capovolgerla, dicendo ‘A morte Giorgia Meloni’, e ci sono le fotografie che lo testimoniano. Quindi, noi abbiamo detto, attenzione che una manifestazione che nasce con le intenzioni di rivendicare diritti della sfera della sessualità, alla fine non si trasformi in una manifestazione di dissenso contro il governo Meloni”.
Poi l'assessore Rini aggiunge: “Fratelli d'Italia si tira fuori nel momento in cui il Pride diventa una manifestazione di dissenso verso il governo Meloni, lo ribadisco, perché loro non si limitano soltanto a questo. Loro entrano con un tema, ma il tema si sposta in una manifestazione di dissenso e nemmeno una manifestazione di dissenso di salotto, ma con immagini raffiguranti e inneggianti la premier Meloni a testa in giù, ovviamente non può trovare accoglienza in Fratelli d'Italia. Ricordo che Giorgia Meloni è andata anche ad aprire l'assemblea nazionale della Cgil, dove è stata fischiata, ma certamente comunque in aperto rispetto del pensiero plurimo e del pensiero che appartiene alla dialettica, anche le critiche ci possono essere, ma non qualcosa che diventi violenza verbale perché anche questo è una forma di rispetto”.
E se non ci fosse stata critica al governo, Fdi avrebbe aderito al Pride Palermo? “Non basiamoci sui se, ad oggi è così, io mi baso invece su un fatto reale e non sui sé. E’ stata dichiaratamente espresso in conferenza stampa che è una manifestazione contro il governo, anzi il responsabile ha invitato tutti, ha esortato tutti i partecipanti, che il 2027 sarà l'anno delle votazioni, dove si voterà il governo nazionale, il governo cittadino e il governo della Regione e ha invitato tutti ad una chiara espressione di voto che, ovviamente, è contro questo governo, quindi non basiamoci sui sé”.
In replica alla consigliere Mariangela Di Gangi (Pd) secondo cui “Fratelli d'Italia continua a usare i diritti civili come terreno di scontro e propaganda politica”, Rini dice: “I diritti civili noi li utilizziamo come dibattito politico, non è che una persona ha un pensiero che non è conforme al suo significa che utilizza i diritti civili in maniera sbagliata. noi abbiamo una posizione e loro ne hanno un'altra, è molto semplice. Anche questa cosa che se tu non condividi un pensiero diventa terreno di scontro, non funziona così. Noi su questa vicenda del Pride abbiamo sempre avuto la stessa posizione e aggiungo: mentre i primi anni erano semplicemente delle intenzioni o delle ipotesi noi oggi ci basiamo sulle immagini o sulle forme di dissenso allegoriche e ma anche violente, che abbiamo già avuto gli anni passati. E non è che rispetto alla polemica degli anni passati c'è stata una redenzione …”.
“Paradossalmente aggiungo anche che queste impostazioni di manifestazione non fa nemmeno bene a tutti coloro che vorrebbero invece rivendicare dei diritti legati alla propria sessualità e basta perché comunque si sta andando oltre”, dice.
Sempre Di Gangi dice che “Ieri l’amministrazione comunale era rappresentata alla conferenza stampa del Palermo Pride e oggi fratelli d'Italia sostiene che il sindaco non possa condividere le rivendicazioni del Pride perché deve rappresentare anche chi le osteggia. E’ difficile capire quale sia la posizione reale della maggioranza che governa Palermo, da una parte si riconosce il valore del Palermo Pride e dall'altra lo si attacca. E come spesso accade Lagalla preferisce non chiarire”. E Rini replica: “Il compito di Lagalla è quello di fare sintesi, e il mio compito che è anche quello di segretario di Fdi Palermo è anche quello di rivendicare la propria idea e io dico che noi, coerentemente con quello che abbiamo sempre manifestato, lo abbiamo detto. Lo abbiamo detto in aula, lo abbiamo detto anche a Lagalla stesso E lo abbiamo detto urbi et orbi. Comunque, Lagalla è sintesi di una coalizione di governo, dove ci sono più anime, certamente la nostra anima ha un'identità ben definita e su questa posizione, su questo tema, ha una posizione chiarissima”.
“Il tema non è più il Pride ma che a Palermo è diventato palesemente una manifestazione contro il governo Meloni…”. (di Elvira Terranova)
Fact Check
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Verificato il: 17 giugno 2026