Oxfam: dal 2023 più vittime in Palestina che nei 17 anni precedenti, denuncia di pulizia etnica

Rapporto Oxfam segnala oltre 1.200 vittime dal 2023, 46.000 sfollati e 925 barriere in Cisgiordania; appello a misure internazionali e all'Italia.

A cura di Redazione Redazione
11 giugno 2026 16:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Oxfam: dal 2023 più vittime in Palestina che nei 17 anni precedenti, denuncia di pulizia etnica -
Condividi

ROMA — Un report di Oxfam rileva che dal 2023 il numero di civili palestinesi uccisi in Cisgiordania e Gaza ha superato il totale registrato nei 17 anni precedenti, denunciando un'ondata di violenza senza precedenti che l'organizzazione definisce legata a un piano di "pulizia etnica" e annessione. Secondo l'analisi (basata su dati delle Nazioni Unite), tra il 2006 e il 2022 le vittime erano state 1.036 (225 bambini), mentre dal 2023 sono state registrate 1.244 vittime, tra cui 268 bambini. Questi numeri collocano il fenomeno tra le emergenze umanitarie e i diritti umani più gravi della regione.

Nel primo paragrafo dell'allarme Oxfam si evidenzia un aumento esponenziale degli attacchi dei coloni e delle forze militari israeliane, con oltre 540 attacchi da parte dei coloni solo nei primi mesi del 2026; nello stesso periodo sarebbero stati uccisi 33 palestinesi e più di 2.200 persone costrette allo sfollamento. L'organizzazione denuncia inoltre la distruzione di infrastrutture idriche e agricole, con oltre 60 strutture danneggiate che hanno compromesso l'accesso all'acqua per 32 comunità palestinesi.

Tra i fatti richiamati dal report c'è la vicenda del neonato Sam Abu Haikal, di 7 mesi, ucciso il 5 giugno mentre era in braccio alla madre: un video diffuso dall'ong B'Tselem, citato da Oxfam, mette in dubbio la versione dell'esercito israeliano secondo cui il veicolo avrebbe "accelerato pericolosamente". L'organizzazione segnala che, nei primi 17 anni presi in esame, i coloni israeliani uccisi dai palestinesi erano stati 86 (12 bambini), mentre tra il 2023 e il 2025 si contano 43 vittime, di cui 10 bambini.

Il rapporto solleva anche il tema delle demolizioni forzate e delle restrizioni alla circolazione: in tutta la Cisgiordania (inclusa Gerusalemme Est) sarebbero state costruite oltre 925 barriere e recinzioni, che limitano permanentemente o ciclicamente la libertà di movimento di più di 3 milioni di palestinesi, con un impatto significativo sull'economia locale e sui mezzi di sussistenza. Oxfam segnala che negli ultimi tre anni oltre 46.000 palestinesi sono stati sfollati con la forza, rispetto ai 13.000 dei 14 anni precedenti.

L'organizzazione richiama anche la documentazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha segnalato oltre 230 attacchi a strutture sanitarie, incluse ambulanze e personale medico, e cita il pronunciamento dell'Ufficio ONU per i diritti umani di febbraio, secondo cui la distruzione sistematica di quartieri e il diniego di assistenza umanitaria sembravano mirare a un "cambiamento demografico permanente a Gaza".

Denunce internazionali e richieste politiche

Oxfam si inserisce in una serie di rapporti internazionali — tra cui quelli delle Nazioni Unite e di Amnesty International («Cancellare ogni traccia palestinese») — che parlano apertamente di pulizia etnica, apartheid e ipotesi di crimini internazionali. Nel report Oxfam sollecita l'intervento della comunità internazionale e chiede misure concrete: il divieto di commercio con gli insediamenti illegali, la sospensione del commercio di armi in presenza di rischio di uso improprio e la revisione o sospensione di accordi commerciali che possano contribuire a violazioni del diritto internazionale, in linea con il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024.

Il portavoce di Oxfam, Paolo Pezzati, ha chiesto esplicitamente al governo italiano di adottare provvedimenti immediati: fermare il commercio con gli insediamenti illegali aderendo a una proposta di legge promossa da leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, e valutare la sospensione dell'Accordo di Associazione UE-Israele fino al ripristino dei diritti umani. La richiesta si inserisce nell'impegno di una coalizione di 20 organizzazioni della società civile, compresa Oxfam.

Le richieste di Oxfam seguono il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia che, nel 2024, ha ritenuto illegale l'occupazione del Territorio palestinese e ha indicato obblighi per gli Stati di adottare misure per prevenire e riparare violazioni del diritto internazionale. Oxfam descrive tali misure come necessarie per evitare che gli accordi commerciali e la fornitura di armi contribuiscano a ulteriori abusi.

Il report porta così a un punto di sintesi responsabilità legali, pressioni politiche e dimensione umanitaria: numeri, testimonianze e richieste di policy convergono su un quadro di escalation che, secondo le ONG e alcuni organismi internazionali, richiede risposte immediate per proteggere la popolazione civile e garantire il rispetto del diritto internazionale.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 11 giugno 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Gazzetta Social