Stragi del ’93, archiviate le accuse contro Dell'Utri e Berlusconi: il gip di Firenze dispone l'archiviazione
Il gip: mancano elementi concreti sui contatti con Cosa Nostra; il decreto del 15 gennaio, ora reso noto, genera reazioni dai vertici di Forza Italia.
Il gip del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha disposto l'archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell'Utri nell'ambito dell'inchiesta sui presunti «mandanti occulti» delle stragi di mafia del 1993. Nel decreto, firmato il 15 gennaio, si indica che mancano elementi concreti per confermare contatti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi (deceduto il 12 giugno 2023) e il suo stretto collaboratore; si tratta della sesta archiviazione dopo oltre trent'anni.
Il provvedimento del gip motiva la decisione con la carenza di prove a sostegno del collegamento ipotizzato dall'inchiesta, e chiude una lunga stagione di accertamenti giudiziari e mediatici attorno agli attentati del 1993-94. Il decreto, pur essendo datato 15 gennaio, è stato reso noto solo ora, sollevando interrogativi sulla tempistica della comunicazione e sull'impatto che il prolungarsi delle indagini ha avuto sull'opinione pubblica.
Reazioni politiche
La figlia di Silvio Berlusconi, Marina, ha definito la vicenda un «teorema giudiziario costruito con il fango» e ha criticato la lentezza e la gestione dell'informazione: secondo lei la pubblicazione tardiva del decreto mostra in quali condizioni si trovi la giustizia italiana e sottolinea la necessità di introdurre una vera responsabilità civile dei magistrati. Marina ha inoltre invocato il mantenimento della bandiera del garantismo.
Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia e vicepremier, ha commentato che «sei archiviazioni» avrebbero confermato la totale estraneità di Berlusconi e Dell'Utri alle stragi e ha respinto l'ipotesi di mandanti occulti: per Tajani, a essere inquietante sarebbe stata l'azione di «quella parte di magistratura» che avrebbe utilizzato false accuse come strumento politico. Ha definito disgustoso l'accanimento e ha rivendicato l'esigenza di una «giustizia giusta ed efficiente».
La presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, ha definito l'archiviazione come una conferma di una verità che ha dovuto attendere decenni per affermarsi, denunciando «sospetti e distorsioni ideologiche» alla base di ricostruzioni che, a suo avviso, avrebbero ingiustamente coinvolto Berlusconi.
Deborah Bergamini, vice segretario nazionale di Forza Italia, ha parlato della chiusura di una «pagina di bugie e mistificazioni», sottolineando l'effetto che, secondo il partito, le accuse hanno avuto sull'opinione pubblica e sul possibile impulso riformatore del leader.
Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha definito la sesta archiviazione sintomatica di un presunto accanimento e ha richiamato l'attenzione sull'«impegno antimafia» che, secondo lui, caratterizzò l'azione di Berlusconi e dei suoi governi.
Il decreto di archiviazione è stato emesso dopo valutazioni che, secondo il provvedimento, non hanno rilevato elementi utili a sostenere l'ipotesi investigativa; la richiesta di archiviazione è stata avanzata dai Pubblici ministeri, come nelle precedenti decisioni. La vicenda riapre il dibattito pubblico sulla velocità dei procedimenti e sulla fiducia nelle istituzioni giudiziarie, temi che le forze politiche di centrodestra hanno immediatamente rilanciato.
Fonte: Agenzia Dire.
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Verificato il: 04 giugno 2026