Bonelli: dal vertice NATO di Ankara "ancora armi, ancora guerre"; accusa Meloni di asservimento a Trump
Il deputato di Europa Verde critica le scelte del vertice NATO e chiede una conferenza internazionale di pace: «La sicurezza non si costruisce col riarmo».
Dal vertice NATO di Ankara arriva una dura critica da Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde: «Dal vertice NATO di Ankara esce un messaggio chiarissimo: ancora armi, ancora guerre, ancora miliardi sottratti ai bisogni reali delle persone». La presa di posizione, diffusa tramite una nota ripresa dall'Agenzia Dire, denuncia un approccio al conflitto basato sul riarmo piuttosto che sulla diplomazia.
Secondo Bonelli, rispondere alla guerra con altre guerre e aumenti di spesa militare equivale a «condannare l'Europa a vivere dentro un'economia di guerra permanente». Nella nota il deputato parla di un «gigantesco trasferimento di risorse pubbliche verso l'industria bellica» e si interroga sulla presenza di strumenti alternativi come la diplomazia, il negoziato e un ruolo più attivo dell'ONU.
La critica si sposta poi sulla leadership italiana: «Giorgia Meloni — aggiunge Bonelli — invece di difendere l'interesse dell'Italia, continua a dire sì a Trump», una frase mirata a denunciare presunte scelte allineate con le priorità politiche statunitensi. Bonelli sottolinea che mentre agli italiani si chiedono sacrifici, si preparano nuove spese militari e mancano risorse per sanità, salari, scuola, trasporti e il contrasto alla crisi climatica. Per questo chiede l'istituzione di una conferenza internazionale di pace.
Contesto e rilievi
La nota citata è un intervento politico di Europa Verde e raccoglie una lettura critica delle decisioni emerse dal vertice NATO di Ankara. Il testo è riportato dall'Agenzia Dire e non riporta repliche o risposte ufficiali del governo italiano all'accusa specifica rivolta a Giorgia Meloni. Il messaggio di Bonelli inquadra il dibattito nella contrapposizione tra opzioni militari e strategie diplomatiche per la sicurezza internazionale.
La dichiarazione riapre il confronto pubblico su due temi chiave: la destinazione delle risorse pubbliche tra difesa e servizi sociali, e la natura della politica estera italiana rispetto agli alleati. I critici del riarmo avvertono del rischio di un investimento crescente nell'industria bellica a scapito di politiche sociali e ambientali; i sostenitori delle scelte di sicurezza richiamano invece la necessità di rispondere a minacce percepite con strumenti di deterrenza.
L'intervento di Bonelli è destinato ad alimentare il dibattito parlamentare e mediatico sulle priorità di bilancio e sulla strategia estera, ponendo l'accento sulla richiesta di soluzioni diplomatiche e su una possibile convocazione internazionale per la pace.
Fact Check
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Verificato il: 08 luglio 2026