Camera approva la nuova legge elettorale: 217 sì, il testo va al Senato
La riforma passa alla Camera con voto segreto; opposizioni unite nel no e Conte parla di 'premierato di fatto'.
La Camera ha approvato la riforma della legge elettorale con 217 sì, 152 no e 2 astenuti: il testo, votato a scrutinio segreto, passa al Senato per la seconda lettura. Al momento del voto si sono registrati applausi ed esultanza dai banchi della maggioranza e del governo.
L'esito della votazione ha visto il voto contrario di tutte le opposizioni, compresa Futuro Nazionale, con i gruppi di minoranza che hanno contestato il merito e la forma della riforma. Dalle file della maggioranza è invece arrivato un clima di soddisfazione immediata.
La riforma, presentata dal centrodestra con il nome di "Stabilicum" e ribattezzata dalle opposizioni "Melonenellum", è stata al centro di aspri dibattiti in aula sul modello di governo che disegnerà. I sostenitori sostengono che il nuovo impianto garantirà stabilità, i critici denunciano una modifica degli equilibri istituzionali.
Nel corso delle dichiarazioni di voto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha definito il provvedimento una "legge elettorale vergognosa" che introduce un "premierato di fatto", accusando la maggioranza di voler «confondere il Colle del Quirinale con Colle Oppio».
Il ministro dei Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, ha commentato al termine del voto: "Almeno questa è andata, il percorso è lungo... difficile che si possa fare la prima lettura prima della pausa estiva". Il governo ha quindi indicato una possibile dilatazione dei tempi parlamentari prima dell'esame definitivo.
Il presidente dell'aula, Lorenzo Fontana, al momento della votazione ha invitato i deputati a non fare foto, ricordando che si trattava di un voto finale a scrutinio segreto, una scelta che ha suscitato ulteriori polemiche tra i banchi dell'opposizione.
Prossime tappe
Il testo approvato alla Camera approderà ora al Senato per la seconda lettura, dove potrà essere oggetto di emendamenti e ulteriori negoziati parlamentari. La tempistica resterà legata sia ai lavori d'aula sia agli equilibri politici: modifiche sostanziali o ritorni in Commissione non sono esclusi, e la riforma potrebbe subire ritocchi prima dell'approvazione definitiva.
La vicenda continuerà a essere monitorata in chiave di stabilità di governo e di possibili ripercussioni sul calendario politico nazionale. Fonte: Agenzia Dire.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 16 luglio 2026