Camera: approvata la legge elettorale 'Stabilicum' (soprannominata 'Melonellum') — cosa cambia

La Camera approva in prima lettura il nuovo sistema proporzionale con premio al 42% e liste bloccate. Ecco le norme principali e le critiche.

A cura di Redazione Redazione
16 luglio 2026 14:02
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Camera: approvata la legge elettorale 'Stabilicum' (soprannominata 'Melonellum') — cosa cambia -
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La Camera ha approvato in prima lettura il testo della nuova legge elettorale, battezzata in maggioranza "Stabilicum" e definita dalle opposizioni "Melonellum", che sostituisce il Rosatellum. Il provvedimento introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza collegato a una soglia del 42%, prevede liste bloccate, uno sbarramento al 3% per le liste singole e modifica la rappresentanza estera. Diverse norme approvate in Commissione e in Aula hanno suscitato contestazioni tra i partiti di opposizione.

Cosa prevede il testo

  • Sistema e premio di maggioranza: si mantiene un sistema proporzionale cui si applica un premio di governabilità assegnato alla coalizione o lista che raggiunge almeno il 42% dei consensi. Il premio corrisponde a 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (entro un tetto rispettivamente di 220 e 113 seggi, esclusi i seggi estero). Se nessuno raggiunge il 42% in anche una sola delle Camere, si procede con un proporzionale puro.

  • Liste bloccate e abolizione dei collegi uninominali: vengono soppressi i collegi uninominali; si vota su listini bloccati in collegi plurinominali. È stato bocciato l'inserimento di meccanismi di preferenze proposti da più forze politiche, e con un emendamento di Fratelli d'Italia i candidati inseriti nel listone per il premio devono essere anche capilista.

  • Soglie di accesso: sbarramento al 10% per le coalizioni e 3% per le liste singole o coalizzate, con meccanismi di ripescaggio che permettono a una prima lista coalizzata sotto soglia di essere comunque considerata ai fini del calcolo.

  • Indicazione del premier: le liste o le coalizioni devono indicare nel loro programma il nome del candidato che intendono proporre al Presidente della Repubblica come presidente del Consiglio; la mancata indicazione rende la lista inammissibile. Il candidato non compare sulla scheda elettorale. Le opposizioni hanno definito la norma come un possibile esempio di "premierato anticipato".

  • Raccolta firme ed esenzioni: sono esentate dall'obbligo di raccolta firme le forze politiche che entro il 31 dicembre 2025 abbiano già costituito un gruppo in almeno una delle due Camere. Emendamenti per la firma digitale sono stati bocciati.

  • Voto per i fuorisede: introdotto un registro stabile per i fuorisede; chi si trova temporaneamente in una Regione diversa per studio o lavoro potrà iscriversi e votare nel comune di domicilio se la permanenza è prevista per almeno 9 mesi; per cure mediche il requisito scende a 3 mesi con termine per l'iscrizione stabilito a 45 giorni dal voto.

  • Circoscrizione estero: le aree della circoscrizione estero vengono drasticamente ridotte: per la Camera passa da quattro a due raggruppamenti (Europa; resto del mondo) e per il Senato viene istituita una unica circoscrizione Estero. Le opposizioni hanno parlato di una "Circoscrizione mondo" e hanno fortemente contestato il cambiamento.

  • Norma "anti-cespugli": inserita per evitare la frammentazione elettorale: i voti per liste collegate che non superano il 3% e che non siano la lista del "miglior perdente" non concorrono al totale nazionale della coalizione. La norma favorisce la convergenza delle forze minori e limita il rischio che grandi coalizioni presentino più liste a rischio soglia.

  • Eccezioni territoriali: restano in vigore discipline speciali per Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige.

Punti di maggior contenzioso e impatti politici

Le misure più criticate dall'opposizione sono l'obbligo di indicare il candidato premier nel programma (ritenuto un tentativo di anticipare la scelta del capo del governo) e la riduzione delle circoscrizioni estere, ritenuta lesiva della rappresentanza degli italiani all'estero. Anche la scelta di mantenere liste bloccate e di respingere meccanismi di preferenza ha suscitato la contestazione per motivi di trasparenza e rappresentatività di genere; le richieste di misure per la parità non hanno avuto esito favorevole nelle votazioni.

La norma sulle esenzioni dalle firme, che favorisce forze già presenti in Parlamento entro fine 2025, ha provocato proteste da partiti minori e componenti del gruppo Misto che l'hanno definita un provvedimento che avvantaggia i soggetti già rappresentati.

Prossimi passaggi e tempistiche

Il testo approvato alla Camera è in prima lettura: dovrà tornare al Senato per l'esame e l'eventuale approvazione, con la possibilità di ulteriori modifiche. Diversi punti rimarranno al centro del confronto politico, in particolare il meccanismo del premio al 42% e le norme su candidature e rappresentanza estera, che potrebbero influenzare gli assetti dei principali schieramenti in vista delle prossime consultazioni.

(Fonte: testo approvato alla Camera, resoconto Agenzia Dire).

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 16 luglio 2026

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