Caso Almasri: la Consulta ordina a Nordio di trasmettere subito al Procuratore generale le richieste di cooperazione

La Corte Costituzionale dichiara incostituzionali parti della legge 237/2012: il Ministro deve inviare immediatamente alla Procura le richieste della Corte penale internazionale.

A cura di Redazione Redazione
23 luglio 2026 13:33
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Caso Almasri: la Consulta ordina a Nordio di trasmettere subito al Procuratore generale le richieste di cooperazione -
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Con la sentenza numero 143 depositata oggi, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di parti degli articoli 2 e 4 della legge 20 dicembre 2012, n. 237, nella parte in cui non prevedono che il Ministro della Giustizia debba trasmettere immediatamente al Procuratore generale presso la Corte d'appello di Roma le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale. La declaratoria impone al Ministro, salvo diversa e immediata comunicazione motivata di diniego basata su princìpi costituzionali preminenti, di non procrastinare la trasmissione delle istanze internazionali.

La questione di legittimità era stata sollevata dalla Corte d'appello di Roma, quarta sezione penale, nell'ambito del procedimento noto come Caso Almasri. La Consulta ha motivato la decisione rilevando che il meccanismo normativo vigente attribuiva un ruolo esclusivo e privo di parametri temporali al Ministro, esponendo il sistema al rischio di una inerzia decisionale incompatibile con gli obblighi di cooperazione internazionale sanciti dallo Statuto di Roma.

La Corte ha richiamato i principi posti dagli articoli 11 e 117, primo comma, della Costituzione e ha osservato che la normativa interna, nella formulazione impugnata, poteva consentire al Ministro di adottare ritardi o prassi tacite sottratte a controllo giurisdizionale. Per la Consulta, in ambito della repressione dei crimini piu gravi ogni indugio e ogni presa di posizione tacita risultano inammissibili; ne consegue l'obbligo non solo di trasmettere immediatamente le richieste, ma anche di motivare con pari immediatezza ogni eventuale diniego.

La Corte ha altresi valutato separatamente le norme relative alla procedura per la consegna, gli articoli 11 e 13 della legge 237/2012, ritenendole non in contrasto con l'obbligo pattizio di cooperazione. Pertanto, i profili di incostituzionalità riscontrati risiedono essenzialmente nelle disposizioni generali dettate dagli articoli 2 e 4, ora parzialmente soppressi nella loro applicazione.

La pronuncia inaugura effetti concreti e immediati: il Ministro della Giustizia — indicato nella sentenza con riferimento attuale a Nordio — deve ora trasmettere senza indugi le richieste dalla Corte penale internazionale al Procuratore generale presso la Corte d'appello di Roma, fatto salvo il diritto di negare la cooperazione solo con una dichiarazione motivata e tempestiva basata su princìpi costituzionali inviolabili. Questa dinamica rafforza il ruolo della magistratura nel vaglio delle istanze internazionali e limita la discrezionalità politica nei casi di cooperazione penale.

Le implicazioni politiche e legislative sono immediate: la decisione della Consulta potrebbe richiedere una modifica normativa per ridisegnare i tempi e le modalità di trasmissione delle richieste internazionali, evitando vuoti procedurali. Sul piano pratico, il Procuratore generale potra avviare le valutazioni necessarie non appena riceverà le istanze, riducendo il rischio di ritardi nell'accertamento di crimini internazionali.

La Corte ha motivato la pronuncia sottolineando il dovere di leale collaborazione tra autorita governative e la Corte penale internazionale e tra autorita governative e autorita giudiziarie: qualsiasi assetto procedurale che consenta ritardi ingiustificati mina l'adeguatezza delle procedure interne in materia di repressione dei crimini piu gravi. La sentenza rappresenta dunque un richiamo alla tutela dei diritti fondamentali e all'adempimento degli obblighi internazionali, con effetti immediati sul Caso Almasri e su futuri procedimenti di cooperazione.

Gli sviluppi successivi attesi includono il recepimento operativo dell'ordine da parte del Ministero, la possibile trasmissione immediata delle richieste pendenti al Procuratore generale e, sul piano politico, la valutazione di interventi legislativi che chiariscano i termini e i criteri di esercizio della competenza ministeriale. Per il momento la Consulta ha impresso una direzione chiara: nessuna inerzia possibile quando sono in gioco la cooperazione internazionale e la repressione dei crimini piu gravi.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 23 luglio 2026

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