Donati 12 pc all'Istituto penale minorile dell'Aquila per corsi di cybersicurezza

La Cyber Security Foundation avvia da ottobre un programma formativo per minori detenuti, nell'ambito di un protocollo con il Dipartimento per la Giustizia minorile.

A cura di Redazione Redazione
01 luglio 2026 13:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Donati 12 pc all'Istituto penale minorile dell'Aquila per corsi di cybersicurezza -
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Dodici computer sono stati donati dalla Cyber Security Foundation all'Istituto penale per minorenni 'San Francesco d'Assisi' dell'Aquila: le apparecchiature serviranno ad avviare, da ottobre, corsi sulla cultura della cybersicurezza destinati ai giovani dell'IPM, nell'ambito del protocollo firmato con il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità e la Camera penale di Roma. Questa donazione rappresenta il primo passaggio operativo del percorso previsto dal protocollo.

Dettagli dell'iniziativa

La delegazione della Cyber Security Foundation era guidata dal fondatore e presidente Marco Gabriele Proietti, presente alla cerimonia insieme alla direttrice dell'IPM dell'Aquila, Maria Taraschi. I corsi sono pensati per essere parte dei percorsi trattamentali dei minori detenuti e prevedono, al termine, la possibilità di ottenere certificazioni internazionali riconosciute nel settore della sicurezza informatica.

Il progetto prenderà avvio il 5 ottobre dall'IPM dell'Aquila e sarà progressivamente esteso ad altri istituti minorili: l'IPM di Nisida, il Malaspina di Palermo, il Vivaldi di Rovigo e il Beccaria di Milano. L'obiettivo dichiarato è costruire un modello formativo replicabile su scala nazionale, inserendo le competenze digitali e la sicurezza informatica nei trattamenti di rieducazione.

L'iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della fondazione nei contesti detentivi: poche settimane fa, nella Casa circondariale di Roma Rebibbia, è partito un progetto di formazione per persone detenute con un percorso di 200 ore finalizzato al conseguimento di certificazioni professionali in cyber security.

Secondo Proietti, la donazione e i corsi hanno una dimensione riabilitativa e occupazionale: "Con questa donazione compiamo un passo concreto verso un obiettivo che ci sta a cuore: dare ai giovani detenuti strumenti reali per costruirsi un futuro diverso". La fondazione sostiene che la formazione digitale possa favorire l'inclusione e aumentare le opportunità di reinserimento sociale e lavorativo.

Dal punto di vista operativo, la comunicazione ufficiale non dettaglia elementi che resteranno però centrali per la valutazione d'impatto: non sono specificati i criteri di selezione dei partecipanti, le risorse per la manutenzione delle attrezzature né i meccanismi di monitoraggio e valutazione delle competenze acquisite. Resta inoltre da chiarire il ruolo degli enti locali e delle strutture scolastiche o professionali nella certificazione e nell'inserimento lavorativo post-detenzione.

La donazione e l'avvio dei corsi segnano comunque un passo concreto in un settore — quello della cybersicurezza — considerato strategico per l'occupazione. Per ora il progetto all'Aquila rappresenta la fase pilota di un percorso che, se sostenuto da risorse e da adeguati strumenti di valutazione, potrebbe diventare un modello di intervento educativo nei percorsi minorili penali.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 01 luglio 2026

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