La Corte Ue conferma la maxi multa di 4,1 miliardi a Google per Android

La Corte di giustizia respinge il ricorso di Google e Alphabet e conferma l'ammenda per abuso di posizione dominante su Android.

A cura di Redazione Redazione
02 luglio 2026 11:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
La Corte Ue conferma la maxi multa di 4,1 miliardi a Google per Android -
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La Corte di giustizia dell'Unione europea ha respinto l'impugnazione presentata da Google e dalla sua società madre Alphabet, confermando la sanzione per abuso di posizione dominante legata al sistema operativo Android. La decisione consolida una multa complessiva pari a circa 4,1 miliardi di euro inflitta per aver favorito il motore di ricerca Google Search e il browser Chrome su dispositivi mobili.

Nella decisione originaria del 2018, la Commissione europea aveva ritenuto che Google avesse imposto, mediante accordi di preinstallazione e condizioni di licenza per alcune applicazioni, la priorità del proprio servizio Google Search e del browser Chrome sui dispositivi Android, limitando la concorrenza e il libero mercato delle ricerche mobili.

Dettagli della sentenza e cifre

La Corte ha confermato l'esistenza di un'infrazione unica e continuata che raggruppa i diversi comportamenti contestati. Inizialmente la Commissione aveva irrogato un'ammenda pari a EUR 4.342.865.000, di cui EUR 1.921.666.000 ritenuti solidalmente a carico di Alphabet.

Il Tribunale dell'Unione europea, adito in primo grado, aveva però parzialmente annullato la decisione della Commissione riguardo a un comportamento specifico: la possibilità che alcuni accordi di ripartizione dei ricavi con costruttori e operatori siano stati subordinati alla preinstallazione esclusiva di Google Search. A seguito di quell'annullamento parziale, il Tribunale aveva rideterminato l'ammenda a EUR 4.125.000.000, con EUR 1.520.605.895 imputati in solido ad Alphabet.

Con la respinta dell'impugnazione odierna, la Corte Ue ha di fatto confermato il riallineamento compiuto dal Tribunale, rendendo la sanzione sostanzialmente definitiva. La decisione segna il punto d'arrivo di un iter giudiziario pluriennale che interessa le regole di concorrenza nel mercato digitale e l'assetto commerciale degli ecosistemi mobili.

La sentenza avrà implicazioni per la regolazione antitrust del settore tecnologico: stabilisce un precedente sull'uso delle preinstallazioni e degli accordi commerciali come strumenti che possono consolidare il potere di mercato. Costruttori, operatori mobili e concorrenti potrebbero dover rivedere i propri accordi commerciali e strategie di distribuzione per adeguarsi ai limiti giurisprudenziali indicati dalla Corte.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 02 luglio 2026

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