Lavitola al Tg1: «Un finto attentato a Ranucci? Saremmo stati due deficienti»

L'imprenditore, indagato come presunto mandante, respinge le accuse citando date e un sondaggio; la procura prosegue le indagini.

A cura di Redazione Redazione
10 luglio 2026 21:32
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Lavitola al Tg1: «Un finto attentato a Ranucci? Saremmo stati due deficienti» -
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Valter Lavitola, accusato di essere il presunto mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci, ha respinto le accuse durante un'intervista al Tg1, definendo implausibile l'ipotesi di un falso attentato organizzato da lui e dalla vittima mediatica.

Secondo l'imprenditore, la ricostruzione non regge per ragioni di tempistica: «L'attentato è stato fatto a ottobre e il sondaggio è stato fatto a **giugno»», ha spiegato, aggiungendo che in caso contrario «saremmo stati due deficienti, non solo uno». Queste parole sono al centro dell'attenzione mentre la procura porta avanti le indagini.

Dichiarazioni sul progetto di candidatura

Lavitola ha inoltre illustrato la sua versione sul presunto progetto di candidatura di Ranucci: ha riferito di aver visto un sondaggio tra potenziali leader della sinistra europea e di aver invitato il giornalista a pranzo per parlarne. Racconta che Ranucci lo avrebbe mandato a quel paese pensando a uno scherzo, e che esistono una «caterva di **messaggi»» che «tanto avrà la procura».

L'imprenditore ha parlato anche del suo collaboratore, attualmente irreperibile secondo il suo racconto, assicurando che «tornerà dal **Camerun»». Non sono forniti dettagli supplementari su eventuali elementi materiali collegati all'accusa nel corso dell'intervista.

Sul piano istituzionale e mediatico, la vicenda ha avuto ricadute immediate: la Rai ha sospeso le repliche estive di Report mentre alla notizia si è affiancata l'iscrizione nel registro degli indagati per Lavitola, con il contestato reato di strage. La competenza della procura e la prosecuzione delle indagini restano centrali, nel rispetto della presunzione d'innocenza.

Ranucci, interpellato nei giorni scorsi, ha commentato con un «se» alle contestazioni rivoltegli, osservazione che Lavitola ha interpretato come messa in discussione della loro amicizia: «Il solo fatto che lui ha messo quel 'se' mi inizia a far mettere in discussione se c'è o non c'è questa **amicizia»». L'imprenditore ha poi aggiunto che si sarebbe potuta evitare la menzione del suo figlio, definito motivo della sua «enorme **gratitudine»» nei confronti del giornalista.

Le dichiarazioni sono state diffuse dal Tg1 e rilanciate da agenzie di stampa; la vicenda resta in evoluzione con la procura che continua ad acquisire elementi e testimonianze. Ogni ulteriore sviluppo processuale potrà chiarire la sequenza dei fatti e la responsabilità degli indagati.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 10 luglio 2026

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