Legge elettorale: arriva 'Residenza-bis', l'emendamento che apre il voto ai fuorisede
Emendamento di maggioranza consente a studenti, lavoratori e curanti fuori sede di votare nel comune di domicilio temporaneo per politiche, europee e referendum.
ROMA — È stato depositato alla Camera l'emendamento soprannominato "Residenza-bis", pensato per permettere ai fuorisede di votare non nel comune di residenza ma nel comune dove sono temporaneamente domiciliati. L'iniziativa, presentata da Fabio Roscani (Fratelli d'Italia) e sottoscritta da esponenti di Lega, Forza Italia e Noi Moderati, entra nel dibattito mentre l'esame della legge elettorale riprende il 14 luglio.
Cosa cambia subito. La norma stabilisce che, in occasione delle elezioni politiche, europee e dei referendum costituzionali, gli elettori fuori sede possano chiedere di esercitare il diritto di voto nel comune di temporaneo domicilio qualora non sia possibile tornare nella città di residenza. L'obiettivo dichiarato è agevolare studenti, lavoratori e persone in cura fuori sede.
Punti chiave dell'emendamento
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Requisiti temporali: l'iscrizione nell'elenco degli elettori fuori sede è prevista per chi è domiciliato per almeno nove mesi in un comune diverso da quello di residenza e situato in una provincia diversa. La domanda va presentata entro 30 giorni dal trasferimento o comunque entro il 31 dicembre di ciascun anno.
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Modalità di domanda: la richiesta si presenta al comune di temporaneo domicilio, personalmente o tramite strumenti telematici, corredata di documento di identità e certificazione che attesti la condizione di elettore fuori sede; è prevista la possibilità di revoca con le stesse modalità e nei termini indicati.
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Procedure amministrative: il comune di domicilio acquisisce dal comune di residenza la conferma del possesso del diritto di elettorato attivo; il comune di residenza annota nella lista elettorale sezionale che l'elettore eserciterà il voto in altro comune. Cinque giorni prima della consultazione il comune di domicilio rilascia un'attestazione di ammissione al voto con l'indicazione della sezione e dell'indirizzo.
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Distribuzione nelle sezioni: per agevolare il voto, i fuorisede saranno inseriti nelle sezioni ordinarie del comune ospitante, distribuiti in base a un principio di prossimità territoriale e in numero non superiore al 10% degli iscritti di ciascuna sezione.
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Effetti sul voto: gli elettori ammessi a voto nel comune di domicilio votano per le liste e i candidati della circoscrizione e del collegio in cui ricade il comune che li ospita, non per quelli del comune di residenza.
Dichiarazioni dei proponenti. A spiegare il senso dell'emendamento è lo stesso primo firmatario, Fabio Roscani: «Gli studenti, i lavoratori fuori sede e le persone che si curano lontano dalla propria residenza potranno iscriversi entro il 31 dicembre e votare nel luogo dove sono domiciliati. Saranno iscritti in apposite liste di fuorisede e il Comune che li ospita li iscriverà nelle sezioni ordinarie dove potranno votare».
Contesto parlamentare e implicazioni pratiche. L'emendamento è firmato da esponenti della maggioranza e si inserisce nel più ampio dibattito sulla riforma della legge elettorale in programma alla Camera. Sul piano operativo, la norma impone un'interazione tra i comuni e una gestione informatica delle liste elettorali che potrebbe richiedere tempi e risorse per la sua piena applicazione, soprattutto in vista di consultazioni ravvicinate.
Aspetti da monitorare. Restano da chiarire le eventuali criticità applicative: tempistiche per le comunicazioni tra comuni, controllo della documentazione che attesta il domicilio temporaneo e l'impatto sulla composizione delle sezioni elettorali. Questi elementi saranno al centro della discussione parlamentare e delle verifiche amministrative qualora l'emendamento venisse approvato.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 10 luglio 2026