Legge elettorale: Camera boccia emendamenti su preferenze e parità di genere

L'Aula respinge proposte di Futuro Nazionale e delle opposizioni; tensione nella maggioranza e accuse di 'cordone sanitario'.

A cura di Redazione Redazione
15 luglio 2026 14:32
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Legge elettorale: Camera boccia emendamenti su preferenze e parità di genere -
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La Camera ha respinto oggi due emendamenti centrali al decreto sulla legge elettorale, aprendo una nuova fase di tensione politica. L'emendamento di Futuro Nazionale per reintrodurre le preferenze è stato bocciato con 233 voti contrari e 139 favorevoli; quello sull'azione delle opposizioni per la parità di genere (quota 50% donne nelle liste) è stato respinto con 223 no e 142 sì, a scrutinio segreto.

Svolgimento del voto e numeri

L'emendamento a prima firma Edoardo Ziello (Futuro Nazionale) sulle preferenze è stato dichiarato contrario con il parere del governo e dei relatori, dopo che l'Aula si era rimessa alla decisione dell'assemblea. Al termine del voto, alcuni deputati del Movimento Vannacci hanno esposto cartelli con la scritta 'Partiti padroni? No! Cittadini sovrani', poi rimossi su richiesta del presidente di turno Fabio Rampelli.

A scrutinio segreto si è votato anche l'emendamento promosso dalle opposizioni, a prima firma Bonetti (Azione), che prevedeva la quota del 50% per le donne nelle liste: il testo ha ricevuto un parere contrario dei relatori e del governo ed è stato respinto con i numeri indicati sopra.

In votazioni a scrutinio palese l'Aula ha inoltre respinto gli emendamenti di Futuro Nazionale che chiedevano di eliminare le deroghe per i gruppi costituitisi in corso di legislatura sull'esonero dalla raccolta firme. In quelle votazioni i sì dei vannacciani sono stati isolati: 7 favorevoli contro 350 no nella prima votazione e 357 no nella seconda.

Reazioni politiche

La giornata ha prodotto accuse incrociate tra maggioranza e opposizioni. Il capogruppo di Futuro Nazionale Gianangelo Bof ha parlato di una norma 'ad Calendam' e di un presunto cordone sanitario contro il suo gruppo, denunciando discriminazioni nel trattamento dei gruppi parlamentari e sostenendo che il governo favorirebbe il centrosinistra a discapito di FN.

Per contro la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha definito la vicenda come la prova di una maggioranza fratturata, chiedendo alla premier Giorgia Meloni di trarne conseguenze e affermando che le opposizioni sono pronte a tornare al voto in qualunque momento. Schlein ha sottolineato che il voto segreto di ieri ha mostrato una frattura interna alla coalizione di governo.

Il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha invitato a chiudere rapidamente l'esame della legge alla Camera per portarla al Senato, dove non è previsto il voto segreto e dove si potrà eventualmente apportare modifiche. Ciriani ha inoltre denunciato la presenza di una ventina di deputati della maggioranza che, a suo dire, avrebbero perseguito interessi personali come 'franchi tiratori', e ha escluso l'intenzione di chiudere l'esperienza di governo.

Prossimi passi

Il testo passerà ora al Senato, indicato dal governo come l'organo in cui completare l'iter e dove si potranno svolgere ulteriori ritocchi al sistema elettorale. I deputati del centrodestra hanno chiesto di chiudere l'esame entro le prossime ore, mentre le opposizioni mantengono alta la tensione politica evocando la possibilità di elezioni anticipate qualora la crisi interna alla maggioranza dovesse approfondirsi.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 15 luglio 2026

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