Legge elettorale: ok unanime al voto dei fuorisede, il lapsus del leghista Toccalini in Aula
Con 353 sì l'Aula approva il subemendamento sul voto dei fuorisede; durante le dichiarazioni il deputato leghista scambia il termine con 'fuorilegge'.
Nel corso della seduta alla Camera è stato approvato all'unanimità un subemendamento che consente il voto ai cittadini temporaneamente domiciliati in un Comune diverso da quello di residenza. La votazione si è conclusa con 353 sì, nessun contrario e il parere favorevole del governo, ma la seduta è stata caratterizzata anche da un curioso lapsus del deputato leghista Luca Toccalini.
Il voto e la norma
Il subemendamento, approvato con ampia maggioranza, riformula la disposizione sulla partecipazione al voto per i cosiddetti fuorisede. Se la legge entrerà in vigore, per le elezioni politiche, europee e per i referendum chi si trovi temporaneamente in un Comune diverso da quello di residenza per motivi di studio, lavoro o assistenza potrà esercitare il voto nel Comune di domiciliazione. La procedura richiederà l'iscrizione a un registro ad hoc riservato ai fuori sede.
Il lapsus di Toccalini in Aula
Durante le dichiarazioni di voto uno dei proponenti, Luca Toccalini, ha ricordato l'origine storica del termine fuorisede, collegandolo al boom economico degli anni '60 e '70 e all'espansione dei poli universitari. Nel passaggio che ha suscitato attenzione ha detto che il centrosinistra "ha governato 28 anni" senza proporre soluzioni per i fuorisede, ma subito dopo ha commesso il lapsus affermando: "non mi sembra di aver visto grandi proposte e grande iniziativa a favore dei fuorilegge". La battuta è stata ripresa dai banchi e dalla stampa come errore lessicale.
Reazioni politiche e quadro operativo
Tutte le opposizioni hanno votato a favore del subemendamento, rivendicando una battaglia politica già avviata per una legge ad hoc a tutela dei fuorisede. I sostenitori della norma ne sottolineano l'effetto di maggiore inclusione elettorale, mentre i critici segnalano possibili criticità operative legate alla gestione del registro e ai tempi di applicazione prima delle prossime consultazioni. Al momento resta da chiarire il calendario per l'entrata in vigore definitiva della riforma e le indicazioni amministrative per i Comuni incaricati della tenuta del registro.
Contesto e possibili impatti
La decisione apre uno spazio di modifica della partecipazione elettorale per chi vive temporaneamente lontano dal Comune di residenza, con potenziali ripercussioni sui collegi e sulla composizione del corpo elettorale in contesti universitari e territoriali ad alta mobilità. Il tema rimane al centro del dibattito politico, tra esigenze di semplificazione del diritto di voto e verifiche pratiche sull'attuazione amministrativa della norma.
Fact Check
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Verificato il: 15 luglio 2026