Mancano nove mesi alle elezioni: politici, fate scorta di mentine

A nove mesi dal voto, piccoli rituali e manie di immagine — dall'alito alla stretta di mano — tornano protagonisti nei corridoi della politica.

A cura di Redazione Redazione
16 luglio 2026 17:33
Mancano nove mesi alle elezioni: politici, fate scorta di mentine -
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A nove mesi dalle elezioni l'apparenza torna a contare nei palazzi della politica: non sono solo i programmi a essere messi sotto esame, ma anche i dettagli del contatto orale e corporeo che accompagnano gli incontri di campagna. La raccomandazione informale a «farsi trovare con l'alito a posto» si trasforma in un appello pratico per i candidati e i loro collaboratori: mentine, cura personale e gesti calibrati.

Paolo Mieli ha richiamato alla memoria l'abitudine di Silvio Berlusconi: nel suo ultimo anno di governo il Cavaliere, ossessionato dall'effluvio orale, suggeriva di mettere in bocca una mentina prima di parlare a qualcuno e distribuiva personalmente caramelle alla menta. I suoi collaboratori dovevano evitare aglio, cipolla, avere capelli e abiti in ordine e un sorriso preparato — segnali che, secondo più osservatori, erano parte di una strategia di immagine.

Non è un caso isolato. Donald Trump è noto per l'avversione alla stretta di mano e per consumare grandi quantità di caramelle alla menta prima dei faccia a faccia, con la sicurezza che interviene se qualcuno tossisce o starnutisce troppo vicino. Le interpretazioni sono diverse: alcuni parlano di un problema fisico alle mani dopo tante strette, altri di un gesto calcolato per sottolineare il potere e il controllo del contatto.

La pratica di offrire pastiglie o caramelle non è nuova nella politica italiana: si racconta che Giulio Andreotti porgesse una caramella a chi gli si avvicinava troppo, mentre nei corridoi della Prima Repubblica le pastiglie Valda erano diffuse tra chi sussurrava all'orecchio. Palmiro Togliatti, invece, aveva altre fisse: portava sempre chiodi o oggetti di ferro in tasca, gesto legato alla superstizione e al tentativo di gestire l'ansia nelle situazioni difficili.

Echi storici e altre manie

La cura dell'alito politico ha radici antiche: nell'Antica Roma, durante la salutatio, clienti e patroni masticavano foglie di alloro o semi di finocchio e anice per presentarsi al meglio. Analoghe stranezze personali attraversano i secoli: Angela Merkel avrebbe il terrore dei cani e sarebbe stata messa in difficoltà dall'episodio del labrador di Vladimir Putin; Winston Churchill preferiva alberghi con due letti singoli e lavorava spesso in abiti informali; Richard Nixon amava tenere il camino acceso anche in estate, mentre altri leader temevano i gatti o avevano abitudini notturne singolari.

Queste storie, documentate da cronache e ricordi, mettono in luce come la politica non sia fatta solo di programmi e discorsi pubblici, ma anche di rituali, fobie e segnali simbolici che influenzano il rapporto diretto tra leader e cittadini. A nove mesi dal voto, i commentatori vedono in questi dettagli un elemento in più nella costruzione dell'immagine di chi si candida: prossimità, controllo del gesto e capacità di comunicare restano variabili decisive nel confronto con l'elettorato.

(Fonti: Agenzia Dire; ricostruzioni storiche e cronache politiche citate nella memoria pubblica.)

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 16 luglio 2026

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