MediaWorld, dati e golden power: Jd.com difende l’acquisizione Ceconomy

(Adnkronos) - Con la rivoluzione AI il commercio è ancora di più la prosecuzione della politica estera: operazioni commerciali possono infatti avere risvolti geopolitici di primo piano toccando i nodi vitali della sovranità di uno Stato. Un perfet

A cura di Adnkronos Redazione
06 luglio 2026 19:29
MediaWorld, dati e golden power: Jd.com difende l’acquisizione Ceconomy -
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(Adnkronos) - Con la rivoluzione AI il commercio è ancora di più la prosecuzione della politica estera: operazioni commerciali possono infatti avere risvolti geopolitici di primo piano toccando i nodi vitali della sovranità di uno Stato. Un perfetto esempio di penetrazione strategica e infrastrutturale della Cina in Europa, con pro e contro valutabili in un complesso esercizio geopolitico, è l'operazione in corso di acquisizione da parte del colosso cinese Jd.com del gigante tedesco Ceconomy (la più grande holding europea del commercio al dettaglio di elettronica di consumo che gestisce oltre 1000 negozi in 11 paesi europei, tra cui l'Italia, dove il marchio opera con oltre 140 punti vendita sotto il nome di Media World).  

Jd.com, l'Amazon cinese che sfidando Amazon mira a conquistare il mercato europeo (ed è già operativo in Europa in particolare in Regno Unito, Francia, Belgio, Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo per la vendita al dettaglio attraverso Joybuy, lanciato ufficialmente nel marzo scorso), ha infatti ricevuto il 29 giugno il via libera all'acquisizione di Ceconomy Ag dal Ministero federale tedesco dell'Economia e dell'Energia ed è in attesa per il 'closing' dell'ok dell'Ue che, nell'ambito del 'Foreign Subsides Review', sta verificando la presenza o meno di eventuali sussidi occulti di stati esteri. "Siamo fiduciosi....prevediamo che l'offerta si chiuda nella seconda metà del 2026", ha commentato all'Adnkronos un portavoce di Jdcom definendo il via libera del governo tedesco "una pietra miliare importante verso il completamento di questa transazione".  

Guardando oltre al benestare di Berlino, quali sono gli argomenti definitivi e i dati finanziari che Jd.com presenterà alla Commissione europea per dimostrare l'assoluta indipendenza finanziaria di questa operazione dai fondi pubblici cinesi? Oltre alla Germania, altri paesi europei hanno acceso fari sull'acquisizione. L'Italia ha esercitato il Golden Power, cioè ha dato un via libera condizionato ad una serie di requisiti tassativi tra cui la protezione dei dati. La domanda che molti si fanno è legata ai cambiamenti per la forza lavoro europea con l'ingresso di una azienda rinomata per aver introdotto il commercio istantaneo e una logistica guidata dall'AI con magazzini interamente automatizzati al punto che lo stesso fondatore Richard Liu ha annunciato il mese scorso che i robot sostituiranno prima o poi i 700mila corrieri di Jd.com in Cina e che ciò avverrà senza che nessun dipendente sia licenziato dal momento che "JD.com ha firmato contratti con 120 scuole in tutta la Cina per aiutare i corrieri a riqualificarsi per nuovi ruoli, tra cui la riparazione e la manutenzione dei robot".  

L'Adnkronos ne ha parlato con il colosso cinese dell'e-commerce e della logistica. 

"Rimaniamo pienamente impegnati nelle discussioni in corso con la Commissione Europea nell'ambito del processo di revisione Fsr. Consideriamo l'approfondimento dell'indagine su un'operazione di questa portata come un mero passaggio procedurale nell'iter normativo - ha risposto il Portavoce di Jd.com all'Adnkronos - L'acquisizione proposta di Ceconomy Ag da parte di Jd.com non sarà finanziata da alcuna sovvenzione estera concessa dalla Cina o da qualsiasi altro Stato extra-Ue, ma è invece finanziata da debito bancario privato esterno e dalla liquidità disponibile derivante dalle normali attività commerciali ordinarie. JD.com non ha ricevuto sovvenzioni estere in relazione alla transazione che possano dar luogo a una distorsione della concorrenza nell'Ue. Continueremo a collaborare con la Commissione durante tutto questo processo e siamo fiduciosi che l'operazione supporti gli obiettivi più ampi dell'Europa in materia di innovazione e competitività." 

L'Italia è conosciuta per le sue eccellenze nell'agroalimentare, nel vino, nella moda e nel design - settori in mano prevalentemente a Piccole e Medie Imprese (PMI) che spesso faticano a orientarsi in mercati complessi come quello asiatico. Da una prospettiva strettamente strategica e industriale, quali opportunità concrete offre la partnership con Jd.com a un'azienda italiana, sia attraverso i canali di esportazione diretta in Cina, sia sfruttando la vostra rete logistica guidata dall'AI e di vendita al dettaglio europea, recentemente ampliata a seguito dell'acquisizione di Ceconomy? 

"JD.com è orgogliosa di essere il principale distributore di marchi europei e internazionali di qualità in Cina. Con i nostri oltre 700 milioni di consumatori attivi, che hanno un forte apprezzamento per l'eccellenza e l'alta qualità dei marchi europei, JD.com rappresenta un'opportunità estremamente attrattiva per le aziende in Europa, inclusa l'Italia. Il nostro business online europeo, Joybuy, si concentra sullo sviluppo di relazioni in loco con i brand locali, oltre a offrire un'ampia gamma di marchi internazionali. Supportiamo i marchi italiani in diverse fasi della loro espansione in Cina, dall'ingresso iniziale sul mercato fino alla crescita a lungo termine. Numerosi marchi italiani di punta sono già disponibili su JD.com, tra cui Prada, Miu Miu, Golden Goose, Bottega Veneta, Diesel e Max Mara. Gestiamo inoltre un padiglione dedicato al vino italiano su JD.com, che propone produttori di altissimo livello come Bibi Graetz, Brolo dei Giusti, St. Michael-Eppan e Marchesi Antinori, tra molti altri.Attraverso la nostra piattaforma, i brand possono raggiungere la nostra vasta base di consumatori e beneficiare delle nostre avanzate capacità nel marketing, nell'analisi dei consumatori, nella logistica, nell'evasione degli ordini e nel servizio clienti".  

"Aiutiamo inoltre i marchi a comprendere meglio le preferenze dei consumatori locali e a sviluppare strategie specifiche per il mercato man mano che il loro business cresce. Per le piccole imprese e i marchi emergenti, il modello di e-commerce transfrontaliero (cross-border) di JD.com offre un percorso ancora più accessibile per entrare in Cina. I brand possono iniziare a vendere ai consumatori cinesi senza dover prima costituire un'entità legale locale, potendo contare sulle risorse di JD.com nella logistica transfrontaliera, nel supporto per l'ingresso sul mercato, nelle analisi dei consumatori locali e nelle operazioni aziendali. Questo consente alle PMI di testare la domanda, accrescere la notorietà del marchio e acquisire esperienza nel mercato prima di effettuare un investimento locale più cospicuo. L'anno scorso, inoltre, JD.com ha annunciato un'iniziativa triennale a supporto dell'ingresso e della graduale espansione di ulteriori marchi internazionali in Cina. Nell'ambito di questo programma, ci poniamo l'obiettivo di introdurre 1.000 nuovi marchi internazionali nel mercato cinese e di aiutarli a raggiungere collettivamente 10 miliardi di RMB di vendite". 

All'interno del mercato italiano, con quali tipi specifici di aziende e categorie di prodotti state cercando attivamente di stringere partnership? Inoltre, quale scala operativa e produttiva richiedete a un marchio italiano per potersi integrare con successo nel vostro ecosistema globale? 

"L'enfasi di JD.com è focalizzata sulla vendita di marchi locali e internazionali noti e di qualità a un ottimo rapporto qualità-prezzo, con una tolleranza zero verso i prodotti contraffatti. Joybuy condivide questo stesso approccio: mettere il valore per il cliente al primo posto, offrendo qualità, velocità e fiducia, e siamo concentrati sulla crescita attiva delle nostre attività in Europa. Offriamo un portafoglio accuratamente selezionato di marchi internazionali e locali di qualità, che copre l'intera gamma delle categorie merceologiche. Siamo alla ricerca attiva sia di marchi innovativi sia di marchi già affermati in settori quali l'elettronica, gli elettrodomestici, gli articoli per la casa, la bellezza, il lifestyle (inclusi alimentari e bevande), i beni di largo consumo (Fmcg) e altro ancora".  

L'ingresso del dragone della logistica cinese nel vecchio continente è quindi un rischio o un'opportunità strategica? Jd.com si presenta come un'azienda leader nell'uso dell'Intelligenza artificiale predittiva i cui algoritmi non avrebbero bisogno di sapere chi compra, ma cosa accade nel mercato a livello globale e infatti sottolinea di rispettare rigorosamente le normative Gdpr e che tutti i dati dei clienti rimangono in Europa, in particolare all'interno di data center situati nei Paesi Bassi. Sul fronte Ceconomy, Jd.com precisa inoltre che rimarrà un'azienda indipendente in Europa, dotata di una propria infrastruttura tecnologica locale e autonoma; che non sono previsti cambiamenti per quanto riguarda la forza lavoro, i contratti dei dipendenti e le sedi aziendali; e che ciò che Jd.com potrebbe apportare a questa partnership sono tecnologie avanzate, una competenza leader nel retail omnicanale oltre a solide capacità logistiche e di stoccaggio. Infine le ambizioni di espansione in Europa: l'azienda punta a un marketplace selezionato con accesso a numero chiuso basato sul merito qualitativo e tolleranza zero alla contraffazione. Tra tutele del Gdpr e caccia ai falsi la 'via della seta digitale' è inarrestabile? 

(di Roberta Lanzara) 

 

 

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 06 luglio 2026

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