Meloni ad Ankara: «Autonomia strategica europea, 2,8% del PIL e ruolo di Roma nei negoziati Iran-Libano»
Al vertice Nato la premier rivendica la centralità dell'Italia, conferma il sostegno a Kiev e chiede investimenti «intelligenti» nella difesa.
Al termine del vertice Nato ad Ankara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha posto al centro del dibattito la necessità di un'autonomia strategica europea e ha rivendicato la centralità italiana all'interno dell'Alleanza Atlantica. Secondo la premier l'Italia rispetta gli impegni con gli alleati investendo 2,8% del PIL in difesa e sicurezza, pur mantenendo la propria sovranità su modalità e tempi degli investimenti. La dichiarazione è stata resa nella conferenza stampa finale e ripresa dall'Agenzia Dire.
Uomini sul campo e difesa intelligente
Meloni ha sottolineato che la credibilità italiana non si misura solo con le percentuali di bilancio ma soprattutto con il capitale umano: l'Italia schiera «3mila militari» nei principali teatri Nato ed è, secondo la premier, la nazione che fornisce il maggior numero di uomini e donne alle missioni. Al contempo ha tracciato una linea sulla qualità degli investimenti, richiamando il cambiamento del paradigma bellico dopo il conflitto in Ucraina: "il punto non è quanto investiamo in difesa, ma in cosa". Meloni ha richiamato l'attenzione sui dispositivi a basso costo come droni in grado di neutralizzare mezzi costosi e ha chiesto che le spese per la difesa traducano in rafforzamento industriale nazionale, perché "se investiamo nella nostra difesa, quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche". Ha inoltre definito «ridicola» l'accusa secondo cui l'Italia taglierebbe servizi essenziali per comprare armamenti.
Sostegno a Kiev e presenza diplomatica
La premier ha confermato il sostegno italiano a Kiev e ha riferito che l'incontro bilaterale con il presidente Volodymyr Zelensky «è andato molto bene». Meloni ha inoltre chiarito la propria assenza da alcuni appuntamenti istituzionali all'inizio della settimana: l'Italia sarà comunque rappresentata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal vicepremier Antonio Tajani, evitando così segnali di isolamento. "Vogliamo rispettare gli impegni e lo faremo", ha ribadito, precisando però che saranno Roma stessa a stabilire modi, tempi e priorità degli interventi.
Nessun commento ulteriore è stato fornito sul recente post di Donald Trump che l'ha riguardata: la premier ha mantenuto una linea di riserbo dichiarando di non voler tornare sull'argomento. Più spazio è stato dedicato alle crescenti tensioni in Medio Oriente: Meloni ha detto di essere "molto preoccupata" per gli sviluppi in Iran e per il rischio di un contagio regionale. Escludendo le opzioni militari come soluzione efficace, ha promosso la via diplomatica e ha salutato come «ottima notizia» l'avanzamento dei negoziati tra Iran e Libano che si stanno svolgendo con un ruolo di Roma come sede e facilitatore.
Infine la premier ha ribadito il messaggio-politico dell'Italia al vertice: rispettare gli impegni assunti con gli alleati, continuare a sostenere la stabilità internazionale con uomini e mezzi, ma orientare gli stanziamenti verso una difesa intelligente che rafforzi l'industria nazionale e la capacità autonoma dell'Europa di garantire la propria sicurezza.
Fact Check
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Verificato il: 08 luglio 2026