Nordio: risarcire le famiglie può incentivare «kamikaze», dibattito su Roggero e sul caso Fakir
Il ministro della Giustizia avverte sui rischi del risarcimento ai familiari dei criminali e chiarisce la posizione del governo su grazia e «scudo penale».
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha lanciato un avvertimento netto: il risarcimento alle famiglie di aggressori potrebbe creare incentivi per comportamenti estremi, fino a ipotesi di «rapinatori-kamikaze». La dichiarazione, resa in un'intervista al Corriere della Sera e ripresa dall'Agenzia Dire, colloca il tema al centro del dibattito pubblico mentre restano aperti i casi di Roggero e della morte di Fakir.
Roggero, il gioielliere condannato per aver rincorso e ucciso dei rapinatori, e la vicenda di Fakir, deceduto dopo l'intervento della polizia a Bologna, sono due nodi distinti ma correlati del confronto politico e giudiziario. Nordio ha definito la condanna di Roggero — «un omicidio volontario» secondo i giudici di merito e la Cassazione — come valutazione giuridica formale, lasciando però aperto il terreno per opinioni diverse su giustizia sostanziale e penale.
I punti principali sollevati dal Guardasigilli
Il ministro ha respinto il confronto con il cosiddetto modello Usa/"Ice", sostenendo che le normative sulla legittima difesa e sull'uso delle armi da parte della polizia negli Stati Uniti sono «molto diverse» rispetto all'esperienza italiana. Nordio ha precisato che l'espressione "scudo penale" non va intesa come un'immunità automatica per le forze dell'ordine: l'obiettivo perseguito, ha spiegato, è evitare l'iscrizione automatica nel registro degli indagati, che può costituire una forma di stigmatizzazione preventiva.
Sui fatti di Bologna il ministro ha richiamato la necessità di attendere l'esito dell'autopsia e di lasciare alla magistratura il compito di valutare l'eventuale sussistenza di cause di giustificazione. Nordio ha inoltre sottolineato l'importanza di considerare le condizioni psicologiche e la difficoltà operativa di chi interviene in situazioni di emergenza.
La procedura di grazia e le ambiguità legislative
Sul fronte della grazia a Roggero, Nordio ha descritto le verifiche preliminari del Ministero e di Palazzo Chigi per stabilire se il ministro potesse avviare d'ufficio la procedura: secondo il Guardasigilli la dottrina più autorevole conferma questa possibilità, nonostante l'ambiguità del codice e l'assenza di precedenti giurisprudenziali. Il ministro ha inoltre ricordato il ruolo esclusivo del Presidente della Repubblica nell'atto di concessione della grazia e ha definito il dialogo con il Quirinale «sereno e squisitamente tecnico».
Nordio ha anche osservato la distinzione tra omicidi diversi nella normativa penale — dall'atto premeditato alla reazione in stato di alterazione per un'aggressione — e ha invocato una valutazione delle pene commisurata alla proporzione della risposta difensiva. Sul tema del risarcimento è tornata una battuta politica: il ministro ha citato anche il commento di Vannacci, definendo l'accordo di fondo come «casuale inciampo nel buon senso».
Le dichiarazioni del Guardasigilli introducono elementi di chiarimento normativo ma non chiudono il dibattito pubblico e giudiziario: rimangono aperte le indagini, pendono accertamenti autoptici e la magistratura è chiamata a decidere sulla qualificazione penale e sulle eventuali cause di giustificazione. Fonti: Corriere della Sera, Agenzia Dire.
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Verificato il: 21 luglio 2026