Trump al National Mall: «L'America non sarà mai comunista», difesa del Secondo Emendamento al 4 luglio
Al National Mall il presidente ha trasformato il 250° anniversario in un comizio, attaccando il comunismo e rivendicando la tutela del diritto alle armi.
Il presidente Donald Trump ha trasformato la celebrazione del 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza in un comizio politico, affermando che "l'America non diventerà mai un Paese comunista" e ribadendo la sua difesa del Secondo Emendamento. L'evento "Salute to America" si è svolto al National Mall di Washington nonostante un violento maltempo che ha costretto le autorità a limitare l'accesso di una parte delle persone attese.
Sul palco, accompagnato dalla first lady Melania, Trump ha parlato a una folla che ha resistito all'allerta temporali: delle circa 375.000 persone inizialmente attese, secondo i dati citati, circa 150.000 sono rimaste nell'area monumentale. Le condizioni meteo hanno causato ritardi logistici e l'allontanamento temporaneo di alcune file di spettatori, ma non hanno impedito lo svolgimento del discorso.
Contenuto del discorso
Nel suo intervento, che il presidente ha condotto con i toni di un tradizionale comizio elettorale, Trump ha legato i temi politici a riferimenti religiosi, affermando che la Dichiarazione d'Indipendenza ricorda che gli uomini sono "creati a immagine di un unico Dio Onnipotente" e sostenendo che questo principio sarebbe incompatibile con il comunismo. Le frasi hanno suscitato applausi dalla platea.
Il presidente ha anche rivendicato il proprio operato alla guida del Paese, parlando dei "quasi sei anni di presidenza" e sottolineando di aver difeso con fermezza il diritto dei cittadini statunitensi a possedere e portare armi: "Non lo hanno toccato affatto. Lo abbiamo protetto e continueremo a farlo". Queste dichiarazioni segnano un richiamo politico chiaro sulla policy delle armi e sulla sua visione costituzionale.
Trump ha chiuso il discorso tracciando un bilancio celebrativo del bicentocinquantenario, definendo gli Stati Uniti "la speranza e la luce del mondo" e affermando che il paese è oggi "più ricco, più libero, più sicuro e più orgoglioso che mai". Le parole hanno evidenziato una narrazione identitaria volta a consolidare il consenso attorno all'immagine del governo e alla centralità dei valori nazionali.
L'evento, descritto dal presidente come una celebrazione nazionale, è stato percepito anche come un momento politico ad alto impatto simbolico: la presenza di migliaia di sostenitori, il richiamo al patrimonio costituzionale e la netta condanna del comunismo hanno reso il 4 luglio un appuntamento con forti implicazioni per il dibattito pubblico in vista delle prossime scadenze politiche.
Fonte: Agenzia Dire.
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Verificato il: 05 luglio 2026