A Bologna, al corteo del 2 agosto uno striscione per Abderrahim Fakir: 'Revocare lo scudo penale ora'

Al corteo per la strage del 2 agosto sfila lo striscione per Fakir; la Procura iscrive gli agenti nel registro 45‑bis e Lepore difende l'antifascismo.

A cura di Redazione Redazione
02 agosto 2026 11:32
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
A Bologna, al corteo del 2 agosto uno striscione per Abderrahim Fakir: 'Revocare lo scudo penale ora' -
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Al corteo della commemorazione per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 è comparso uno striscione dedicato ad Abderrahim Fakir, l'uomo rimasto ucciso il 19 luglio al Pilastro durante un intervento di polizia. Il messaggio principale recita 'Revocare lo scudo penale ora' e chiede verità e giustizia per il caso.

Lo striscione, che chiude la manifestazione del 46º anniversario, richiama inoltre la memoria della Uno Bianca e denuncia 'basta omicidi e stragi di Stato', collegando simbolicamente la vicenda di Fakir alle richieste più ampie di chiarimento sulle responsabilità nel rapporto fra forze dell'ordine e cittadini.

Il registro 45‑bis e lo 'scudo penale'

La Procura di Bologna ha annotato gli agenti coinvolti nell'intervento al Pilastro nel cosiddetto registro modello 45‑bis, il nuovo strumento introdotto recentemente dal ministero della Giustizia. Il meccanismo consente al pubblico ministero di annotare fatti che appaiono manifestamente commessi in presenza di una causa di giustificazione, evitando l'automatica iscrizione della persona nel registro degli indagati. Questo dispositivo è stato indicato da più parti come uno 'scudo penale' per gli operatori intervenuti.

La scelta della Procura ha riacceso il dibattito pubblico sul confine fra dovere di intervento delle forze dell'ordine e la necessità di accertare responsabilità penali, con conseguenti ripercussioni nella discussione politica e sociale sulla trasparenza delle indagini.

Reazioni e memoria

I familiari delle vittime della strage del 2 agosto hanno denunciato i 'continui tentativi di revisionismo' attorno alla ricorrenza. In un altro passaggio della giornata, la leader politica citata nella cronaca ha definito l'attentato del 1980 'un infame atto neofascista', ricordando l'impegno nel mantenere viva la memoria storica.

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, intervenuto dal palco davanti alla stazione, ha collegato il ricordo della strage alle tensioni cittadine sorte dopo il caso Fakir: 'Qualcuno racconta Bologna come una città cupa... io vedo un'altra città', ha detto, invitando a prendersi cura dei più fragili e respingendo la narrazione della città come 'dell'odio'. Lepore, finito sotto scorta per le minacce ricevute dopo l'episodio al Pilastro, ha sottolineato che l'Italia deve rimanere antifascista, accogliente e antirazzista.

Nel suo intervento il sindaco ha anche avvertito contro la persistenza di una 'cultura della morte' ereditata dal fascismo, riconoscendone forme moderne: ha citato esempi di linguaggi che deumanizzano persone in fuga — come i recenti paragoni sprezzanti contro chi tentava di raggiungere le coste di Ceuta — e il ripetersi di gesti e slogan che dovrebbero preoccupare le autorità competenti.

La presenza dello striscione per Fakir alla commemorazione ha amplificato la pressione su istituzioni e magistratura affinché siano chiariti tempi e modalità delle indagini, mentre la città si confronta tra memoria storica e attualità di eventi che sollevano quesiti su uso della forza, responsabilità e fiducia nelle istituzioni.

L'articolo è tratto da Agenzia Dire e firmato da Mattia Cecchini, Vania Vorcelli e Mirko Billi.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 02 agosto 2026

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