A Sabaudia il dibattito sull'autonomia strategica: raffinazione, Ilva e il ruolo dello Stato

A Sabaudia esperti di diplomazia, industria ed energia discutono proposte per preservare know‑how e sicurezza industriale tra crisi geopolitiche e transizione.

A cura di Redazione Redazione
21 agosto 2026 19:32
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
A Sabaudia il dibattito sull'autonomia strategica: raffinazione, Ilva e il ruolo dello Stato -
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A Sabaudia si è svolto un confronto pubblico sul tema autonomia strategica e sul ruolo dell'industria per garantirla, promosso dal Comune e moderato dal vice direttore del Tg La7 Andrea Pancani. All'incontro hanno partecipato rappresentanti dell'accademia, della diplomazia e dell'imprenditoria italiana, con al centro temi urgenti come la crisi nel Medio Oriente e le ripercussioni sulle catene energetiche.

I protagonisti

Fra gli interventi più rilevanti, il prof. Vittorio Emanuele Parsi e l'amb. Ettore Francesco Sequi hanno offerto una lettura geopolitica dell'attuale contesto, mettendo in evidenza il ruolo cruciale dello Stretto di Hormuz e i possibili danni alla comunità internazionale derivanti dall'escalation. A seguire, il dibattito si è spostato sulle implicazioni economico‑strategiche con Simone Bettini (Presidente Federmeccanica), Giovanni Murano (Presidente UNEM) e il giurista d'impresa Nunzio Bevilacqua.

Murano ha evidenziato il valore centrale della raffinazione per prodotti a base di idrocarburi e la necessità che l'Italia mantenga il proprio know‑how acquisito in decenni. Ha sottolineato l'importanza di una costante attività di ricerca tecnologica per ridurre le emissioni e di una logistica europea integrata. Murano ha inoltre riconosciuto che le acquisizioni da gruppi esteri fanno parte del mercato globale, ma ha chiesto che queste avvengano preservando il valore occupazionale e industriale delle realtà acquisite.

Bettini ha puntato l'attenzione sulla strategicità dell'Ilva, definendola un complesso con rilevanza tecnica, geopolitica e sociale che non va valutato solo attraverso logiche politiche. Secondo il presidente di Federmeccanica, lo Stato dovrebbe tornare a svolgere un ruolo imprenditoriale in settori strategici come l'acciaio, ma solo a certe condizioni che non ne snaturino il ciclo produttivo e ne garantiscano la competitività internazionale.

Bevilacqua ha inquadrato la sovranità nazionale come un valore non soggetto a obsolescenza, fondato su pilastri quali l'energia, l'industria pesante e le telecomunicazioni nella loro declinazione digitale. Pur accettando il principio del libero mercato e delle acquisizioni internazionali, ha chiesto che queste siano valutate con analisi rigorose della strategicità e con piani convincenti di risanamento e crescita.

Sui temi energetici è emersa la richiesta di lavorare su più fronti: ridurre i costi di approvvigionamento, diversificare le linee di fornitura, convertire raffinerie non più sostenibili dal punto di vista ambientale e valorizzare infrastrutture termoelettriche in dismissione. Bevilacqua ha richiamato alla necessità di ampliare il concetto di energia pulita includendo idrogeno e il cosiddetto «nucleare pulito», oltre alle fonti rinnovabili più note.

L'evento, promosso dal sindaco Alberto Mosca, è stato concepito come un momento di confronto tecnico e politico sui nodi che definiscono la capacità del Paese di mantenere autonomia in asset strategici. Le proposte emerse hanno spaziato da interventi di politica industriale e investimenti in R&S fino a ipotesi su un ruolo selettivo dello Stato come attore economico nei settori chiave.

L'articolo è tratto da Agenzia Dire.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 21 agosto 2026

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