Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola. Gip: "Lo ideò per accrescere la popolarità del conduttore e accelerare il progetto politico" - Video

(Adnkronos) - Arrestato Valter Lavitola, indagato dalla procura di Roma nell’inchiesta sull’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. L’ex editore e imprenditore era stato perqui

A cura di Adnkronos Redazione
10 agosto 2026 20:29
Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola. Gip: "Lo ideò per accrescere la popolarità del conduttore e accelerare il progetto politico" - Video -
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(Adnkronos) - Arrestato Valter Lavitola, indagato dalla procura di Roma nell’inchiesta sull’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. L’ex editore e imprenditore era stato perquisito lo scorso 4 luglio dai carabinieri del Nucleo Investigativo che oggi hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip della Capitale (VIDEO). L’ipotesi degli inquirenti, che lo scorso 8 luglio lo hanno convocato in procura dove si è avvalso della facoltà di non rispondere rendendo dichiarazioni spontanee, è che sia il mandante dell’attentato dinamitardo. A Lavitola viene contestato il metodo mafioso. 

Oltre a Lavitola, l’ordinanza del gip di Roma riguarda anche Gomes Clesio Tavares, destinatario anche lui di una misura in carcere. L’uomo, attualmente in Africa, secondo i pm capitolini avrebbe partecipato al progetto dell’attentato dinamitardo dello scorso ottobre. 

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, seguita ora dal pm della Dda Edoardo De Santis, ha già portato a fine giugno all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. 

 

Lavitola è accusato di aver concepito il disegno delittuoso, dando mandato a Tavares di individuare i soggetti in grado di reperire l’esplosivo e di compiere l'attentato davanti all’abitazione di Ranucci. Inoltre, Lavitola avrebbe partecipato personalmente, insieme a Gomes, a un primo sopralluogo esplorativo il 15 settembre 2025. Tavares, in fase di rintraccio, ancora ricercato, facendo da raccordo operativo per conto di Lavitola, avrebbe reclutato e istruito gli esecutori materiali campani e, oltre ad aver preso parte al sopralluogo del 15 settembre, avrebbe coordinato e partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l’auto del suocero. 

Le misure restrittive si fondano su un impianto accusatorio solido e concorde. Le risultanze derivano dall'analisi incrociata dei tabulati telefonici e telematici delle celle serventi l'area dell'attentato, dal tracciamento dei veicoli coinvolti nelle fasi preparatorie e dall'esame forense dei telefoni cellulari in uso agli indagati, che hanno smentito i tentativi di precostituirsi degli alibi difensivi. 

 

L'attentato dell'ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci è stato commissionato “da Lavitola esclusivamente per accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti” dell’indagato “in ambito politico”. E' quanto emerge dalle carte dell'ordinanza del gip di Roma Iole Moricca. “Se infatti lo scopo era quello di favorire l'ascesa politica del giornalista Ranucci ed evidentemente assicurarsi per sé un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico ipotizzato - si legge nell’ordinanza disposta in seguito all’inchiesta della procura di Roma con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo - è indubbio che nella ideazione dell'indagato Lavitola, agli occhi della vittima e dell'opinione pubblica l'evento delittuoso doveva apparire come un atto intimidatorio o ritorsivo, comunque un avvertimento rivolto al giornalista Ranucci per intimorirlo rispetto alla prosecuzione delle sue inchieste, ma mai per porre in effettivo pericolo l'incolumità del giornalista”. 

Più volte Valter Lavitola “ha commentato la vicenda dicendo che se era stato lui il mandante allora voleva dire che era d'accordo anche Ranucci, quando allo stato non è emerso alcun elemento, come si evince dalle risultanze acquisite, per ritenere che il giornalista fosse d'accordo con Lavitola". “Anzi le risultanze acquisite, inducono a ritenere che il giornalista sia stato vittima della manipolazione dell'indagato, in ragione, da un lato, della raffinata astuzia di quest'ultimo, dall'altro, in ragione del profondo legame tra i due instauratosi tanto da indurre la persona offesa ad avere quella reazione di stupore e incredulità appena appresa la notizia dell'incriminazione dell'amico. D'altra parte, è certo, perché emerso in plurime intercettazioni che Lavitola abbia continuato a manipolare la persona offesa e ad alimentare in lui il convincimento che la tesi seguita dagli inquirenti sia assolutamente inverosimile, essendo convinto che finché avrà il sostegno della vittima del reato, la sua posizione ne risulterà avvantaggiata” aggiunge il gip. 

 

“La spregiudicatezza e la capacità criminale mostrata dimostra chiaramente come unica misura cautelare idonea a prevenire il rischio di azioni recidivanti sia quella della custodia cautelare in carcere” scrive il gip Iole Moricca nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Lavitola e per il suo factotum Gomes Clesio Tavares, attualmente in Africa. Per Lavitola “vi è il concreto ed attuale pericolo che si dia alla fuga, atteso che le indagini hanno appurato che lo stesso ha interessi economici in Camerun dove potrebbe rifugiarsi evitando provvedimenti cautelari nei suoi confronti - si legge nell’ordinanza disposta in seguito all’inchiesta della procura di Roma con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo - ha rapporti relazionali caratterizzati da estrema confidenza con una donna da lui appellata ‘meu amor’ con cui dialoga in lingua portoghese. Inoltre, è stato acclarato che, immediatamente dopo il sopralluogo eseguito il 10 ottobre scorso è partito per l'Argentina”. 

Tutte circostanze che dimostrano come abbia la disponibilità di “innumerevoli contatti in altri continenti". Inoltre, la circostanza che solo dopo l'esecuzione della misura cautelare nei confronti degli esecutori materiali, avvenuta il 30 giugno, Lavitola decidesse improvvisamente di partire per l'Africa acquistando un biglietto per il 4 luglio e che tale viaggio sia stato evitato esclusivamente perché gli veniva notificato il decreto di perquisizione, dimostra evidentemente come, una volta appresa la notizia dell'arresto degli esecutori materiali, temendo che gli inquirenti potessero avere già acquisito elementi a suo carico, la sua volontà, già in quella fase, fosse quella di sottrarsi ad una eventuale cattura”, scrive ancora il gip. 

 

“L’arresto di Valter Lavitola conferma la gravità e la complessità dell’attentato subito da Sigfrido Ranucci, di cui sarà fondamentale comprendere movente e contesto di maturazione”. Così l’avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, dopo l’arresto di Lavitola. “E mentre per l’autorità giudiziaria è evidente come Ranucci sia la vittima, per alcuni giornalisti ed esponenti politici lo stesso attentato viene trasformato nel pretesto per regolare i conti con Report e con i suoi giornalisti in una strategia parossistica volta a delegittimare il giornalismo di inchiesta”. 

 

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 10 agosto 2026

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