Bologna, immagini di clochard sotto i portici: erano foto create o modificate con l'intelligenza artificiale
Una pagina civica e consiglieri denunciano la diffusione di immagini false che rappresentano degrado e persone senza dimora nel centro storico.
Immagini diffuse sui social che mostrano persone senza fissa dimora, sacchi di rifiuti e cartoni stipati sotto i portici del centro di Bologna sono false: secondo la pagina civica Scelgo Bologna e alcuni consiglieri comunali, sono state modificate o ricreate con intelligenza artificiale.
La denuncia di Scelgo Bologna è stata rilanciata da esponenti della maggioranza: «Siamo stanchi — si legge nel post — stanchi di vedere continuamente contenuti fake creati con l'AI per far male alla nostra città, che raccolgono migliaia e migliaia di like». I gestori della pagina sostengono di aver confrontato le immagini con la realtà e di aver individuato manomissioni evidenti: pali inesistenti, case a sfondo diverse, colonne dipinte e grate scomparse.
Secondo gli autori della segnalazione, il controllo diretto in Strada Maggiore ha permesso di riscontrare le alterazioni: «abbiamo visto come le immagini siano state modificate con l'intelligenza artificiale», scrivono, esortando i cittadini a non lasciarsi ingannare e a riflettere sull'uso strumentale di queste immagini per costruire indignazione sociale o politica.
Il consigliere comunale Filippo Diaco (lista Conti) ha commentato duramente: «Adesso basta, il web è pieno zeppo di campagne denigratorie verso Bologna». Diaco accusa chi crea e diffonde i contenuti di usare «i poveri come grimaldello» per manipolare le coscienze e suggerisce che dietro alcuni post ci sarebbero obiettivi politici e strategici tesi a danneggiare l'immagine della città; avverte inoltre che chi condivide consapevolmente o no può essere passibile di denuncia.
Reazioni simili sono arrivate da altri esponenti locali: Roberto Fattori (Pd) definisce gli autori «dei miserabili», mentre Chiara Pazzaglia, presidente regionale delle Acli Bologna, denuncia il disgusto per l'uso strumentale delle immagini dei senza dimora per scatenare contrapposizioni tra poveri e per criticare anche chi, in buona fede, condivide i post.
Reazioni, rischi e responsabilità
Il caso solleva questioni pratiche e etiche legate alla diffusione di contenuti sintetici: le immagini generate o alterate con tecnologie di intelligenza artificiale possono essere difficili da attribuire e rimuovere, favorendo la circolazione di disinformazione che danneggia la reputazione di luoghi e comunità. I denuncianti avvertono del rischio concreto che tali campagne possano scoraggiare turisti, residenti e investitori, e alterare il dibattito pubblico locale.
Gli amministratori coinvolti invitano alla prudenza e alla verifica delle fonti: mentre individuare i creatori delle immagini può risultare complesso, evitare la condivisione acritica rimane la prima barriera contro la diffusione di false rappresentazioni. I promotori della segnalazione sottolineano infine il ruolo dei giornalisti e delle istituzioni nel verificare e contestualizzare contenuti potenzialmente manipolatori.
L'allarme è stato riportato da Agenzia Dire e rilanciato sui social locali: la vicenda resta monitorata a livello politico e civico, con appelli alla responsabilità di chi produce e diffonde materiale visivo che può influenzare l'opinione pubblica su temi sensibili come degrado, povertà e sicurezza urbana.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 08 agosto 2026