Caldo record, lo psicologo: "Stress fisico e mentale da afa persistente, 4 consigli contro l'irritabilità"

(Adnkronos) - Lo stress da caldo "mette a dura prova sia il fisico che la mente". Una situazione che quest'anno è particolarmente difficile a causa dell'afa protratta per settimane, con il susseguirsi delle ondate di calore, come spiega all'Adnk

A cura di Adnkronos Redazione
11 agosto 2026 01:29
Caldo record, lo psicologo: "Stress fisico e mentale da afa persistente, 4 consigli contro l'irritabilità" -
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(Adnkronos) - Lo stress da caldo "mette a dura prova sia il fisico che la mente". Una situazione che quest'anno è particolarmente difficile a causa dell'afa protratta per settimane, con il susseguirsi delle ondate di calore, come spiega all'Adnkronos Salute David Lazzari, presidente di Benèpsys, l'Osservatorio benessere psicologico e salute. "Il caldo intenso è di per sé uno 'stressor' (fattore di stress). Questo perché il nostro organismo deve mantenere la temperatura interna entro limiti molto stretti. Quando la temperatura ambientale è elevata, soprattutto se associata ad alta umidità, deve aumentare il lavoro di termoregolazione: vasodilatazione cutanea, sudorazione, modificazioni della circolazione e maggiore impegno cardiovascolare. Se il caldo persiste, questo adattamento diventa un vero carico fisiologico. Dal punto di vista psicofisiologico, quindi, non siamo semplicemente davanti a una sensazione sgradevole".  

L’organismo in queste condizioni ambientali "entra in una condizione di stress e mobilita i sistemi deputati all'adattamento, compreso il sistema nervoso autonomo e, nelle condizioni di stress termico più significativo, i sistemi neuroendocrini con rilascio di catecolamine e cortisolo. Sono gli stessi grandi sistemi che partecipano alla risposta generale allo stress", descrive Lazzari. A questo si aggiunge un secondo meccanismo molto importante: "Il caldo può compromettere il recupero. Dormire peggio, sudare, sentirsi continuamente affaticati e non riuscire ad avere momenti di vero sollievo significa consumare risorse senza riuscire a ricostituirle adeguatamente. È qui che la 'bilancia dello stress' aiuta a capire il fenomeno: l'ambiente, che normalmente può essere una risorsa, con afa intensa e persistente diventa esso stesso una richiesta. Aumentano quindi le richieste di adattamento e contemporaneamente possono diminuire risorse come sonno, recupero, energia e capacità di regolazione". Questo ha anche conseguenze psicologiche: "Quando il sistema è già impegnato a fronteggiare il caldo, resta meno margine per gestire le altre sollecitazioni quotidiane. Possiamo sentirci più stanchi, avere maggiore difficoltà a concentrarci e diventare più irritabili o insofferenti - sottolinea lo psicologo - L'irritabilità è infatti descritta tra i possibili sintomi dello stress da calore e, nelle forme più importanti, il sovraccarico termico può arrivare a modificare anche lo stato mentale". 

Come difendersi? "Nel quotidiano suggerirei quattro regole molto semplici: la prima è ridurre le 'richieste' quando possibile. Nelle ore e nelle giornate più calde è ragionevole ridimensionare ritmi, impegni e aspettative di efficienza. Non possiamo eliminare la richiesta rappresentata dal caldo, ma possiamo evitare di sommare inutilmente altre richieste. Il secondo consiglio è proteggere soprattutto il recupero. Sonno, pause e permanenza in ambienti più freschi diventano vere risorse di compensazione. Più il caldo dura, più è importante creare momenti nei quali il sistema possa uscire dalla condizione di continua attivazione. Terzo: riconoscere i segnali psicologici. Se ci accorgiamo di essere insolitamente irritabili, insofferenti o poco concentrati, consideriamo che il caldo può contribuire. In quei momenti è meglio evitare, quando possibile, discussioni o decisioni importanti 'a caldo'". Quarto e ultimo suggerimento: "Agire sul corpo per proteggere anche la mente. Idratarsi, evitare sforzi eccessivi e l'esposizione nelle ore peggiori, cercare ambienti freschi. Diminuendo il carico termico riduciamo anche la quantità di adattamento che chiediamo all’organismo", conclude Lazzari.  

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 11 agosto 2026

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