Giornalisti, Meritocrazia Italia: senza stampa libera non c’è democrazia

(Adnkronos) - "In un tempo in cui assistiamo ad un preoccupante abbassamento del QI culturale del dibattito pubblico, in cui il rumore ha sostituito il ragionamento e l’insulto ha preso il posto dell’argomentazione, Meritocrazia Italia sente il do

A cura di Adnkronos Redazione
12 agosto 2026 12:29
Giornalisti, Meritocrazia Italia: senza stampa libera non c’è democrazia -
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(Adnkronos) - "In un tempo in cui assistiamo ad un preoccupante abbassamento del QI culturale del dibattito pubblico, in cui il rumore ha sostituito il ragionamento e l’insulto ha preso il posto dell’argomentazione, Meritocrazia Italia sente il dovere di fermarsi e dire una cosa semplice ma fondamentale: senza stampa libera non c’è democrazia. Un Paese civile non ha bisogno di tifosi. Ha bisogno di giornalisti. Ha bisogno di uomini e donne che raccontino i fatti, che li contestualizzino, che facciano domande scomode, che abbiano il coraggio di dire "non lo so" e la forza di cambiare idea davanti ai dati". Lo sottolinea in una nota Walter Mauriello, Presidente Meritocrazia Italia aggiungendo che "è chiaro a tutti che dietro ogni testata ci sono economia, editori, interessi. È legittimo. È il mondo in cui viviamo. Ma è proprio per questo che diventa indispensabile rivestire l’informazione di terzietà. Di quella distanza sana che permette di guardare le cose dall’alto, senza urlare, senza schierarsi a priori". 

"Oggi invece sembra esserci un paradosso: allo stadio un tifoso può criticare il proprio allenatore e nessuno si scandalizza. Nel giornalismo, invece, chi prova a mantenere una posizione terza, critica verso tutti, viene accusato di tradimento, di tiepidezza, di "non prendere posizione". Come se l’obiettività fosse una colpa". 

"Meritocrazia Italia - sottolinea - crede nel giornalismo italiano. Crede nelle grandi menti, nei professionisti, nei cronisti di strada e nei direttori che ancora studiano, che ancora leggono, che ancora si indignano per le cose giuste. Se queste energie venissero rese funzionali all’intero sistema, se tornassimo a premiare il merito anche nelle redazioni, avremmo il primo, vero tassello per ricostruire una cultura sociale meno aggressiva, meno rancorosa e più efficace. La storia dell’uomo ce lo insegna: le civiltà non sono cresciute con le guerre e con le offese infinite". 

"Sono cresciute con equilibri, confronto, cooperazione. Con la capacità di ascoltare il pensiero differente e di farne una ricchezza, non una minaccia. La politica è vita. L’informazione è ossigeno. E la vita ha un senso solo se vince il rispetto, l’umiltà e la lealtà tra persone perbene, anche quando la pensano diversamente.È ora di tornare a questo" conclude Mauriello. 

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 12 agosto 2026

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