Palio di Siena 16 agosto, il Drappellone fa discutere: polemiche sul volto della Madonna 'androgina'

(Adnkronos) - E' già al centro delle discussioni il Drappellone che sarà assegnato al termine del Palio di Siena del 16 agosto. L'opera, realizzata dall'artista romena Teodora Axente e dedicata alla Madonna dell'Assunta e al cinquecentenario della

A cura di Adnkronos Redazione
12 agosto 2026 22:59
Palio di Siena 16 agosto, il Drappellone fa discutere: polemiche sul volto della Madonna 'androgina' -
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(Adnkronos) - E' già al centro delle discussioni il Drappellone che sarà assegnato al termine del Palio di Siena del 16 agosto. L'opera, realizzata dall'artista romena Teodora Axente e dedicata alla Madonna dell'Assunta e al cinquecentenario della battaglia di Camollia del 1526, ha suscitato reazioni contrastanti soprattutto per il volto della Vergine, giudicato da alcuni troppo androgino e lontano dalla rappresentazione tradizionale. A intervenire sul tema è il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino, che in un'intervista alla "Nazione" ha definito il Drappellone un'opera "molto cupa", sottolineando però come l'arte contemporanea possa inevitabilmente produrre giudizi opposti. 

"Certamente è una Madonna che non riflette né i canoni della tradizione culturale, né della devozione, dell'espressione delle Madonne come siamo abituati e come sarebbe giusto esprimere", ha osservato Lojudice, precisando che la questione dell'androginia del volto resta in parte legata alla sensibilità individuale. Il nodo, per l'arcivescovo, non riguarda tuttavia soltanto l'estetica. Il Drappellone, ha ricordato l'arcivescovo, è destinato a entrare nel Duomo e a essere oggetto di una benedizione. Per questo, secondo l'arcivescovo Lojudice, sarebbe opportuno intervenire già nella fase della committenza e della preparazione dell'opera, prevedendo un confronto con una persona di fiducia dell'autorità religiosa. "Non si può stare ogni volta con le dita incrociate, dicendo 'vediamo cosa viene fuori'", ha detto il cardinale, spiegando di aver già affrontato l'argomento con la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, a cui spetta la scelta dell'artista. L'obiettivo, ha sottolineato il cardinale, sarebbe evitare che la benedizione del Palio diventi ogni volta occasione di contrapposizione. 

Nonostante le polemiche, Lojudice ha escluso di avere motivi per non procedere alla benedizione. "Non credo di avere motivi per non benedire un'assemblea alla presenza di questo Palio", ha affermato, annunciando che nell'occasione farà presente la necessità di un maggiore coordinamento tra istituzioni civili e religiose. L'arcivescovo ha inoltre invitato a non trasformare la discussione in uno scontro tra fazioni, rivolgendosi anche a chi si definisce "iper-cattolico": "Fate i cattolici ogni giorno e non solo quando ci sono discussioni o polemiche", ha detto, auspicando che le contrapposizioni siano riservate a questioni realmente importanti. Lojudice non attribuisce inoltre all'artista l'intenzione di offendere la sensibilità religiosa. "Certo può essere un'offesa ma non credo che ci sia stata un'intenzione", ha spiegato, definendo Axente una donna di fede e collegando la rappresentazione della Vergine al suo personale linguaggio artistico. 

 

Presentato lunedì 10 agosto nel Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico in piazza del Campo, il nuovo Drappellone che andrà alla Contrada vincitrice del Palio di domenica prossima nasce da un dialogo dichiarato tra la tradizione senese e la pittura contemporanea. La composizione riprende un impianto piramidale riconducibile alla tradizione pittorica senese, con la Vergine al vertice, mentre il grande manto azzurro avvolge simbolicamente la città. Ai piedi della Madonna compaiono due cherubini le cui forme si fondono con quelle dei pesci, elemento ricorrente nel linguaggio metamorfico di Axente. I due sostengono gli stemmi di Siena. Sullo sfondo, le nubi tempestose richiamano la battaglia di Camollia del 1526, mentre la luce proveniente dalla Vergine rappresenta speranza e rinascita. Al centro della scena emerge il profilo monumentale della città, con Palazzo Pubblico, Torre del Mangia e Duomo. Piazza del Campo è invece popolata dalle rappresentazioni delle diciassette Contrade. 

Nel corso della presentazione pubblica, il curatore d'arte Riccardo Freddo ha sottolineato il carattere simbolico del manufatto, definendolo non soltanto un'opera d'arte ma un "testimone della storia di Siena, della sua fede, della sua identità e del suo popolo". Axente, esponente della cosiddetta Scuola di Cluj, costruisce il proprio linguaggio sulla fusione tra pittura antica e sensibilità contemporanea. Un percorso che, secondo il curatore, si lega ormai anche alla città toscana, dove l'artista ha esposto per la prima volta nel 2025 e dove è attualmente protagonista di un progetto al Museo Civico dedicato ad Ambrogio Lorenzetti. 

Nella presentazione del Drappellone è stato ricordato anche il rapporto personale dell'artista con la figura della Madonna. Cresciuta in Romania con i nonni, Axente racconta di essere stata portata ogni domenica in chiesa e di avere osservato fin da bambina le immagini dei santi della tradizione bizantina. A dieci anni dipinse su vetro una Madonna con Bambino e la donò alla chiesa del proprio paese. Il sacerdote la collocò sull'altare. Un'esperienza che, secondo il racconto dell'artista, ha contribuito a costruire il suo rapporto con l'iconografia mariana. "In questi mesi ho avuto la possibilità di conoscere più profondamente la sua storia, la sua arte e la sua spiritualità", ha dichiarato Axente, ringraziando Siena per averla accolta. "Ho sentito una vicinanza particolare con la tradizione senese e con quella dimensione sacra che appartiene anche alle mie radici". 

 

La polemica apre ora un confronto più ampio sul rapporto tra libertà dell'artista, tradizione del Palio e natura religiosa del Drappellone. Lojudice non chiede necessariamente di limitare la scelta degli artisti, né ritiene indispensabile affidare l'opera a un senese. "Aprire gli orizzonti non è male", ha detto l'arcivescovo, precisando che anche un artista proveniente da altre realtà può confrontarsi con la tradizione cittadina. Il punto, secondo il cardinale, è che la committenza deve tenere conto della destinazione dell'opera: "Da che mondo è mondo la committenza determina il prodotto e il risultato dell'opera". 

La sindaca Fabio, in occasione della presentazione, aveva invece insistito sulla capacità del Drappellone di unire "il sacro e il terreno, la spiritualità e la passione popolare, la materia e il sogno", indicando nella metamorfosi il filo conduttore dell'opera e del rapporto tra Siena, il Palio e la propria identità. 

Il caso del Drappellone del 16 agosto riporta così al centro una questione che va oltre il giudizio sul volto della Madonna: quale equilibrio trovare tra innovazione artistica e rispetto della tradizione quando l'opera è chiamata a rappresentare contemporaneamente la città, le Contrade e la sua dimensione religiosa. Per Lojudice, la soluzione passa da un confronto più stretto prima che il dipinto venga realizzato. La benedizione, intanto, non sembra essere in discussione. 

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 12 agosto 2026

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