Cgil convoca la manifestazione nazionale del 17 ottobre: Landini chiede salari, sanità e difesa della Costituzione
Landini annuncia la mobilitazione a Roma per salari e sanità, attacca il governo e presenta iniziative parlamentari contro i subappalti.
La Cgil ha annunciato una manifestazione nazionale a Roma il 17 ottobre, promossa insieme a oltre cento associazioni della società civile, per chiedere risposte immediate su salari, sanità, lavoro e sicurezza sociale. Il segretario nazionale Maurizio Landini ha indicato quattro priorità che guideranno la mobilitazione.
Dettagli e iniziative
Al primo posto, ha spiegato Landini, c'è un «problema salariale e di reddito grande come una casa»: lavoratori e pensionati non arrivano più a fine mese. La Cgil chiede aumenti di salari e pensioni e una riforma fiscale che riduca la tassazione sul lavoro dipendente, restituisca il fiscal drag e cominci a tassare rendite finanziarie e immobiliari e l'evasione fiscale.
Sul fronte della sanità pubblica la richiesta è di investimenti, aumento del personale medico e infermieristico e misure per ridurre le liste d'attesa. Landini ha insistito sulla necessità di una sanità pubblica forte come strumento di equità sociale.
La terza priorità indicata è la lotta alla precarietà: livelli di lavoro instabile che spingono i giovani all'emigrazione e compromettendo il ricambio generazionale nel mondo del lavoro. La Cgil punta a misure per stabilizzare i rapporti di lavoro e contrastare forme diffuse di lavoro precario.
Infine, la mobilitazione include un tema trasversale di sicurezza sociale, declinato sia nelle fabbriche sia sul territorio, per garantire condizioni di vita e lavoro dignitose alle famiglie.
Landini ha annunciato che, nella settimana successiva alla manifestazione, saranno depositate in Parlamento le firme raccolte dal sindacato — oltre 50.000 — per la presentazione di due leggi di iniziativa popolare: l'abolizione dei subappalti e norme a tutela della sanità pubblica.
Il segretario ha inoltre lanciato un monito politico: «Bisogna preparare una campagna comunicativa per smontare le balle del Governo e dire la verità sulle politiche che stanno facendo, ma soprattutto a vantaggio di chi». Landini ha ricordato il voto popolare sul referendum sulla riforma della giustizia, sostenendo che la vittoria del «no» fu «archiviata troppo presto» e non sfruttata dalle opposizioni.
Sull'assetto costituzionale Landini ha avvertito che il tentativo di scardinare la Costituzione non sarebbe esaurito: «se questo Governo e le sue forze politiche rivincono le elezioni con la legge elettorale che stanno facendo, hanno tutte le condizioni per mettere mano alla Costituzione, fino a mettere in discussione anche il ruolo del presidente della Repubblica». Le dichiarazioni sottolineano preoccupazioni istituzionali sul futuro equilibrio dei poteri.
Sul piano personale e organizzativo, Landini ha chiarito che non si candiderà alle prossime elezioni politiche e che il congresso nazionale della Cgil si terrà dopo il voto: «io sarò ancora segretario dopo le elezioni e il congresso deciderà chi mi sostituirà». Secondo il segretario, l'obiettivo è evitare che il dibattito si focalizzi sulla sua figura invece che sulle condizioni di vita e lavoro.
Rispondendo all'ipotesi di primarie nell'area di opposizione, Landini ha invitato i candidati a chiarire prima cosa intendono fare su salari, sanità, precarietà e giustizia sociale: «la credibilità di chi si vuol candidare per essere un'alternativa passa per il dire prima cosa vuol fare».
Le dichiarazioni sono state pronunciate a Reggio Emilia, in occasione dei 125 anni della Camera del lavoro territoriale. La Cgil nazionale, inoltre, festeggerà i 120 anni a Milano il 29 e 30 settembre con un convegno internazionale e, il secondo giorno, un concerto alla Scala con la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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Verificato il: 15 settembre 2026