Fabrizio Corona lancia 'Per la Verità': 'Sono il nuovo Berlusconi' ma la legge gli impedisce di candidarsi
Corona presenta un movimento online, attacca il governo Meloni e reclama lo status di antisistema; una condanna definitiva gli vieta però la candidatura.
ROMA — Fabrizio Corona ha annunciato l'ingresso nella politica italiana con il movimento Per la Verità, presentato durante una puntata del suo programma online. Nel video di lancio, datato 14 settembre, Corona si è definito «il nuovo Berlusconi», rivendicando la volontà di trasformare la sua ampia presenza online in consenso elettorale, nonostante una condanna definitiva che al momento gli impedisce di candidarsi.
Nel filmato il fondatore descrive il progetto come un movimento liberale e antisistema, rivolto a chi non si riconosce più nei partiti tradizionali. Corona sostiene che la politica sia ormai dominata da logiche aziendali e comunicazione digitale: secondo lui la divisione destra‑sinistra sarebbe superata, sostituita dallo scontro tra sistema e antisistema.
Nel rivendicare il paragone con la discesa in campo di Silvio Berlusconi, Corona ha affiancato l'autodefinizione con aggettivi volti a sottolineare una rottura generazionale: «più bello, più giovane, meno inciucione, più pulito, più trasgressivo». Ha anche legato la sua esperienza imprenditoriale alla vocazione politica, affermando che la sua competenza è fare soldi e che questo dovrebbe tradursi in vantaggi per il Paese.
Primo bersaglio pubblico della campagna è il governo guidato da Giorgia Meloni: Corona attacca lo slogan «Dio, patria e famiglia» sostenendo che quei principi non siano stati tradotti in risultati concreti. Rivolge critiche specifiche sulle politiche per la famiglia e per i giovani, temi che dichiara centrali nel programma del suo movimento.
Il programma, allo stato attuale presentato più come un elenco di proposte che come una piattaforma strutturata, mescola posizioni eterogenee. Sull'immigrazione Corona propone l'espulsione degli irregolari ma distingue i lavoratori stranieri qualificati che dovrebbero essere accolti. Propone inoltre la legalizzazione delle droghe, la regolamentazione della prostituzione con una possibile valorizzazione fiscale e l'intervento sul fronte dell'intelligenza artificiale per evitare la sostituzione dei lavoratori senza tutele. Tra le altre voci compaiono scuola, sanità, fisco, giustizia e politiche per gli over 50.
Il problema giudiziario
Il nodo che più concretamente limita l'operatività politica di Corona è di natura giudiziaria. Nel 2013 la Cassazione ha confermato una condanna che prevedeva, oltre alla pena detentiva e a una multa, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per reati tra cui estorsione e trattamento illecito di dati personali. L'articolo 28 del Codice penale stabilisce che l'interdizione perpetua comporta la perdita del diritto di elettorato e di eleggibilità: in pratica Corona non può né votare né candidarsi finché resta in vigore quella pena accessoria.
Non risulta al momento alcun provvedimento pubblico che abbia revocato o sanzionato la decadenza dell'interdizione: il fatto che la pena detentiva sia stata scontata non comporta automaticamente la caduta dell'interdizione, che è una misura distinta.
Nonostante l'impedimento legale, Corona non sembra intenzionato a ritirarsi dalla scena: nel video ha fissato come parametro politico una soglia di consenso immediata, affermando che se i sondaggi gli daranno oltre il 3%, saranno «cazzi amari per tutti». La dichiarazione mostra la strategia dichiarata di convertire una community digitale — costruita attorno a Falsissimo e ai profili social — in consenso elettorale reale.
La scelta di puntare sui numeri e sulla viralità solleva diverse interrogativi politici e pratici. Chi metterà il proprio nome sulla scheda al posto di Corona se il movimento riuscisse a superare le soglie elettorali? Quale impatto avrà questo soggetto sulla forza dei partiti tradizionali, in particolare sulla destra, e sulla già competitiva arena degli antisistema? Al momento il movimento ha simbolo e temi, ma manca una struttura organizzativa e una leadership elettorale formalmente candidabile.
L'operazione politica di Corona mette in evidenza una dinamica più ampia: la capacità dei personaggi con forte seguito online di trasformare visibilità in spinta politica e le difficoltà legali e istituzionali che questo percorso può incontrare. Resta da vedere se l'attenzione ricevuta in rete si tradurrà in voti, e se il quadro giudiziario potrà modificarsi in modo da permettere una partecipazione più diretta del fondatore.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 15 settembre 2026