Fiere, Altomonte (Bocconi): "Cruciali, nuova parola d'ordine è gestione interdipendenze"
(Adnkronos) - "Sicuramente la globalizzazione sta cambiando, lo vediamo con i dazi di Trump, con tutte le tensioni in Medio Oriente, con la geopolitica che diventa una variabile importante nella determinazione dell'ordine globale. Però, anche se l
(Adnkronos) - "Sicuramente la globalizzazione sta cambiando, lo vediamo con i dazi di Trump, con tutte le tensioni in Medio Oriente, con la geopolitica che diventa una variabile importante nella determinazione dell'ordine globale. Però, anche se le grandi potenze vorrebbero un mondo più fratturato, più organizzato per aree di interesse geografico, non ce la fanno, perché 30 anni di globalizzazione ci hanno reso molto più interdipendenti tra di noi e quindi la nuova parola d'ordine è un po' quella della gestione delle interdipendenze”. Lo dice all'Adnkronos l'economista Carlo Altomonte, prorettore Sda Bocconi Sda Bocconi.
“E per gestire queste interdipendenze – spiega – un ruolo chiave lo assumono quelle realtà geografiche o industriali o settoriali, come anche le fiere, che creano interconnessioni fondamentalmente”. “Gli attori che oggi riescono in qualche modo a sopravvivere – aggiunge Altomonte – e metto anche l'Italia tra questi, perché l'Italia tra i grandi Paesi europei è quella che sta continuando comunque a mantenere una quota di esportazione importante, ne sta approfittando per acquisire paradossalmente quota di mercato, sono Paesi che quindi riescono a gestire bene queste interconnessioni”.
“Riescono a differenziare l'accesso al mercato, riescono a proporre un set di prodotti e un set di operatori economici che sono in grado di dialogare con diverse parti del mondo. Questa differenziazione, in qualche misura, in questa fase di transizione, è sicuramente un fattore chiave di successo”, conclude.
“L’Italia ha per il 96% la sua struttura produttiva nella piccola e media impresa. Questo ovviamente è stato un fattore di debolezza, inutile nascondercelo, negli anni della globalizzazione dove quello che contava era l’efficienza, la scala e quindi la possibilità di spalmare i costi fissi su un volume di affari più ampio”.
“Tuttavia, sappiamo anche che la piccola e media impresa ha dei vantaggi, in particolare la flessibilità, l’adattabilità, la capacità di organizzare più velocemente la propria offerta agli shock di mercato”, osserva. “In un contesto volatile, geopoliticamente fratturato come questo, evidentemente, da un certo punto di vista, l’approccio della media impresa, che poi è di fatto quella che sta tenendo in piedi l’esportazione italiana, sono circa un migliaio di imprese che da sole fanno più del 65% dell’export italiano, diventa un approccio vincente, a condizione che però gli si riduca il più possibile il costo fisso”.
“Il costo fisso del contatto, il costo fisso dell’opportunità di scambio, di interrelazione – sottolinea Altomonte – e in questo senso le fiere hanno un ruolo fondamentale perché diventano il luogo in cui un’industria si confronta, si prende contatto, si capisce quali sono i trend del futuro, si relaziona rispetto a una controparte che altrimenti resta dietro un pezzo di carta e quindi incerta”. “Questo riduce il costo fisso della transazione e consente al nostro sistema di media impresa di continuare a performare bene come sta performando”, conclude.
"Qual è il ruolo dell'intelligenza artificiale, della digitalizzazione nel promuovere gli scambi commerciali? Da un lato uno dice che attraverso la possibilità di incontrare la tua controparte in una teleconferenza dovresti essere più facilitato a ridurre l'incertezza e quindi migliorare lo scambio. Però noi sappiamo anche che la maggior parte della comunicazione tra due esseri umani in realtà è non verbale e lo schermo comunque è una componente di comunicazione non verbale e te la filtra”.
“Ci sono diversi studi che dicono che, siccome nello schermo tu non riesci a distogliere lo sguardo dal tuo interlocutore e guardare intorno rispetto a quello che il tuo interlocutore sta tentando di comunicarti in un altro modo, fai più fatica per capire la comunicazione stessa”, osserva.
“Ecco, forse la fiera toglie questa fatica. L'interazione interpersonale fa capire meglio l'altro, crea un legame di fiducia che facilita e migliora in qualche modo la relazione”, sottolinea Altomonte. “E quindi anche in un mondo di tensioni geopolitiche alla fine porta a una migliore organizzazione sia sociale che economica”, conclude.
Fact Check
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Verificato il: 17 settembre 2026