Pontida 2026: Salvini intitola il pratone a Bossi, Calderoli invoca un 'esame di coscienza' per i dirigenti

Al Lega-Day Salvini scopre la targa per Umberto Bossi; apelli di Calderoli, Romeo, Zaia e Fontana su identita, federalismo e unità.

A cura di Redazione Redazione
20 settembre 2026 13:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Pontida 2026: Salvini intitola il pratone a Bossi, Calderoli invoca un 'esame di coscienza' per i dirigenti -
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Il Lega-Day di Pontida 2026 si apre con una dedica simbolica: Matteo Salvini ha scoperto la targa che intitola il pratone a Umberto Bossi, definito «colui che per primo diede voce al suo popolo». L'evento, promosso dalla Lega e riportato dall'Agenzia Dire, è in aggiornamento.

Interventi principali

Dal palco è stato proiettato il ricordo del Senatur mentre il tenore Davide Pastorino intonava il Va, pensiero: un avvio pensato per sottolineare il legame con le radici storiche del movimento e per puntare l'attenzione sull'eredità politica di Bossi.

Roberto Calderoli ha rievocato i suoi 40 anni accanto a Bossi e ha lanciato un appello: serve un esame di coscienza dei dirigenti, da lui stesso a Salvini. Calderoli ha chiesto che la Lega venga prima degli interessi personali e ha evocato l'idea di una Lega unitaria e federata, accompagnando il discorso con il simbolico ramoscello d'ulivo.

Il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo ha interpretato il clima come una spinta della base verso il rinnovamento: a Pontida, ha detto, si promuove un confronto aperto e senza fronde, con l'obiettivo di riportare il movimento «ai suoi livelli». Romeo ha insistito sulla necessità di recuperare l'identità territoriale senza mettere in discussione la Lega nazionale.

Luca Zaia, intervenuto dal pratone, ha difeso la continuità della squadra: «squadra che vince non si cambia», ha detto, auspicando la permanenza di Romeo come capogruppo. Zaia ha rilanciato la centralità delle istanze del Nord, chiedendo progetti dedicati alla questione settentrionale e sottolineando che la Lega si deve evolvere ma non scomparire.

Attilio Fontana ha posto l'accento sul federalismo come futuro del partito: «ridare voce ai territori» è, secondo il presidente della Regione Lombardia, la strada per distinguersi dalle scelte centralistiche di Roma. Fontana ha collegato l'azione del partito alla capacità di governare a livello regionale.

Sul tema sicurezza e immigrazione i toni restano coerenti con le priorità politiche segnate dalla Lega: Zaia ha ribadito la linea dura su chi commette reati, e Romeo ha ricordato che certe tematiche non vanno abbandonate nel processo di rinnovamento.

Dal fronte organizzativo, l'appello di Romeo e di altri dirigenti è stato a evitare divisioni interne: nessuna fronda, ha detto il capogruppo, ma piuttosto un dibattito che rafforzi il gruppo e la presenza territoriale. Il richiamo è a superare la logica «leader contro leader» e a lavorare come squadra.

La cerimonia, con la targa per Bossi e i vari interventi, marca un momento simbolico di raffronto interno nel Carroccio: da un lato il richiamo alle origini e all'unità, dall'altro la richiesta di rinnovamento e di risposte concrete alle questioni territoriali. L'agenzia Dire segnala che la cronaca della giornata è ancora in aggiornamento.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 20 settembre 2026

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