Prof aggredita a Roma: la Cyber Security Foundation, Proietti, avverte che la rete può amplificare il disagio giovanile
Proietti chiede un percorso stabile di educazione digitale nelle scuole e collaborazione tra istituzioni per tutelare studenti, docenti e famiglie.
Un'insegnante è stata aggredita a Roma: secondo Marco Gabriele Proietti, fondatore e presidente della Cyber Security Foundation, l'episodio «non è un caso isolato» e mette in luce come la rete possa amplificare il disagio giovanile. La reazione pubblica, dice, deve tradursi in impegni concreti per prevenire forme estreme di violenza.
Il commento di Proietti
Per Proietti, l'aggressione rimanda a radici multiple: fragilità personali, contesto familiare, rapporti con i coetanei e ruolo degli adulti e delle istituzioni. «Attribuire tutto alla rete sarebbe un errore, ma sarebbe altrettanto miope considerarla un elemento neutro» — osserva — affermando che per molti giovani il mondo digitale è il luogo principale in cui si costruiscono relazioni, cercano riconoscimento e formano l'immaginario.
Secondo il presidente della fondazione, il vero rischio non è la tecnologia in sé ma la solitudine con cui molti ragazzi la attraversano: saper usare uno smartphone non significa saper riconoscere contenuti pericolosi, dinamiche di sopraffazione o le conseguenze delle proprie azioni online. I giovani, aggiunge, hanno bisogno di guide e di adulti preparati ad ascoltare e cogliere i segnali di disagio.
Proposte e interlocutori
La Cyber Security Foundation propone di trasformare l'educazione digitale da intervento occasionale a percorso stabile all'interno della vita scolastica. La fondazione già svolge attività formative nelle classi insieme alla Polizia Postale e all'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, ma — spiega Proietti — gli incontri isolati non bastano: servono percorsi rivolti a studenti, docenti e famiglie per aumentare la consapevolezza su ciò che si vede, condivide e vive online.
Proietti si dichiara disponibile a collaborare con le istituzioni e con gli istituti scolastici, dalle medie alle superiori, per costruire programmi continui che rendano gli ambienti digitali più sicuri e promuovano adulti più presenti e preparati.
Contesto e riflessi mediatici
L'aggressione è stata ripresa dai media insieme ad altre voci di esperti: articoli citano psichiatri che sottolineano come molti giovani, isolati, cerchino approvazione sui social. L'episodio riapre il dibattito su come integrare salute mentale, prevenzione della violenza e alfabetizzazione digitale in un disegno condiviso tra scuola, famiglia e istituzioni.
Fonte: Agenzia Dire. Tutte le dichiarazioni riportate sono tratte dall'intervento pubblico di Marco Gabriele Proietti per la Cyber Security Foundation.
Fact Check
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Verificato il: 19 settembre 2026