Ranucci vs Rai: il ricorso passa alla giudice Casari e riapre lo scontro politico sulla giustizia

Il ricorso d'urgenza di Sigfrido Ranucci affidato alla giudice Donatella Casari accende critiche dal centrodestra: sospetti di uso politico della magistratura.

A cura di Redazione Redazione
26 settembre 2026 14:33
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Ranucci vs Rai: il ricorso passa alla giudice Casari e riapre lo scontro politico sulla giustizia -
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Il ricorso d'urgenza presentato da Sigfrido Ranucci contro i provvedimenti della Rai è stato assegnato alla giudice Donatella Casari, neo‑presidente della sezione Lavoro del Tribunale di Roma, suscitando immediate reazioni politiche.

Secondo le ricostruzioni de Il Giornale e de La Verità, il plenum del Csm ha nominato la Casari presidente della sezione Lavoro l'11 settembre; quattro giorni dopo, il 15 settembre, i legali del conduttore hanno depositato il ricorso cautelare per chiedere la reintegrazione immediata alla conduzione di Report. Trattandosi di una procedura d'urgenza, il fascicolo è stato preso in carico direttamente dalla neo‑presidente.

La scelta della magistrata riporta alla luce un elemento sensibile: in passato Donatella Casari ha fatto parte del Tribunale dei Ministri che chiese l'autorizzazione a procedere per la vicenda del cittadino libico Almasri, vicenda che coinvolse esponenti dell'esecutivo. Per questo il caso ha assunto fin da subito una valenza politica e simbolica.

Dal fronte politico è arrivata la reazione del centrodestra: il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, componente della Vigilanza Rai, ha definito la situazione «inquietante» e ha ventilato il sospetto di un possibile «uso politico della giustizia». Gasparri ha ricordato il passato della giudice nel procedimento Almasri e ha chiesto che, in caso di conflitto, si valuti una rinuncia dell'organo giudicante.

Sul piano processuale, la difesa di Ranucci ha depositato una memoria di 41 pagine in cui si sostiene la tesi della «discriminazione politica» e si denuncia un presunto demansionamento del giornalista. La richiesta cautelare mira alla sospensione del provvedimento aziendale e alla reintegrazione immediata del conduttore.

Viale Mazzini, per voce della Rai, ha rivendicato la legittimità delle scelte organizzative ed editoriali, sottolineando di aver proposto a Ranucci tre alternative professionali (Tg3, RaiNews24 o corrispondenza dal Cairo) e di aver concesso una proroga di 15 giorni per valutare le offerte. Durante la prima udienza i legali del conduttore hanno anche fatto riferimento alla possibilità di una mediazione che però l'azienda non avrebbe preso in considerazione.

Il giudice si è riservato la decisione e ha fissato al 30 settembre il termine ultimo per l'invio delle note conclusive delle parti. La pronuncia sulla sospensione del provvedimento aziendale sarà quindi l'atto successivo e potrà decidere l'immediato reintegro o confermare le determinazioni della Rai.

La vicenda ha rapidamente oltrepassato il piano giuridico per assumere caratteristiche di scontro politico: la centralità del nome della giudice, il contesto mediatico del programma Report e le accuse di discriminazione politica rendono il procedimento particolarmente sensibile. Nelle prossime settimane la decisione della sezione Lavoro di Roma sarà seguita con attenzione sia dai legali delle parti sia dagli ambienti politici e giornalistici coinvolti.

Fact Check

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Verificato il: 26 settembre 2026

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