Regeni: oggi la sentenza per i quattro 007 egiziani, Procura chiede ergastolo per un generale

A Roma attesa la sentenza per l'omicidio di Giulio Regeni; la Procura ha chiesto l'ergastolo per Magdi Sharif e pene per gli altri tre imputati.

A cura di Redazione Redazione
28 settembre 2026 10:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Regeni: oggi la sentenza per i quattro 007 egiziani, Procura chiede ergastolo per un generale -
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Una folla di attivisti e giornalisti è radunata a piazzale Clodio a Roma in attesa della sentenza di primo grado per i quattro 007 egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell'omicidio di Giulio Regeni. La Procura di Roma ha chiesto oggi l'ergastolo per il generale Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e 17 anni e sei mesi per gli altri imputati: Usham Helmi, il generale Sabir Tariq e il colonnello Athar Kamel Mohamed Ibrahim. I manifestanti espongono striscioni con la scritta "Verità per Giulio", simbolo della pressione pubblica che ha seguito il caso per oltre un decennio.

Il caso riguarda la scomparsa del ricercatore italiano, Giulio Regeni, 28 anni, originario di Fiumicello, scomparso il 25 gennaio 2016 e ritrovato cadavere lungo l'autostrada Alessandria-Cairo il 3 febbraio 2016. Regeni si trovava in Egitto per uno studio sulla situazione dei sindacati: un ambito considerato sensibile dalle autorità locali nell'era del presidente Abdelfattah al-Sisi. Gli accertamenti compiuti dalla Procura romana hanno indirizzato le indagini verso gli uffici della National Security Agency egiziana, ritenuta responsabile della detenzione, delle torture e dell'uccisione.

Il corpo di Regeni riportava evidenti segni di tortura, incompatibili con le prime ricostruzioni fornite dalle autorità egiziane, che inizialmente avevano indagato sulla pista della criminalità comune e avevano anche arrestato e giustiziato cinque persone ritenute responsabili. La famiglia, assistita dall'avvocata Alessandra Ballerini, e la Procura di Roma hanno sempre respinto quelle versioni, ritenendole un tentativo di depistaggio.

Le indagini italiane hanno però incontrato una costante mancanza di collaborazione da parte dell'Egitto: notifiche non recapitate, sospetti di ostacoli investigativi e la difficoltà di rendere gli imputati reperibili in Italia. I quattro ufficiali indicati nel procedimento risultano infatti irreperibili, circostanza che ha complicato l'esecuzione delle misure cautelari e la partecipazione al processo. Due volte il procedimento ha rischiato di essere bloccato, con due successivi interventi della Consulta per sbloccare la situazione e permettere l'azione della giustizia italiana.

La vicenda ha generato tensioni diplomatiche tra Roma e Il Cairo, mentre i genitori di Giulio, Paola ed Claudio Regeni, hanno chiesto una costante "scorta mediatica" per evitare che il caso cadesse nell'oblio. La loro testimonianza pubblica, e le parole di Paola — «Sul volto di Giulio ho visto tutto il male del mondo» — hanno mantenuto alta l'attenzione civile e politica sul processo.

Il processo attuale rappresenta un punto di svolta giudiziario e simbolico: se la sentenza dovesse confermare le richieste della Procura, si tratterebbe di una sentenza di grande rilevanza su casi di crimini transnazionali e responsabilità di apparati statali esteri. Restano però da affrontare le questioni pratiche relative all'esecuzione della pena e alla cooperazione internazionale, considerata finora insufficiente dalle autorità italiane.

La comunità scientifica, le associazioni per i diritti umani e il mondo politico italiano osservano la giornata con attenzione: il verdetto può incidere sulle dinamiche di diritti umani, giustizia internazionale e sulle relazioni bilaterali tra Italia ed Egitto. In attesa della sentenza, il processo rimane una delle più significative inchieste italiane su presunte violazioni commesse da servizi di sicurezza stranieri.

Aggiornamenti ufficiali sulla pronuncia della Corte saranno comunicati nelle prossime ore; le stesse autorità giudiziarie hanno già segnalato che potranno seguire eventuali impugnazioni da parte delle parti coinvolte, in un iter che potrebbe proseguire per anni e coinvolgere strumenti di cooperazione internazionale e procedure diplomatiche.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 28 settembre 2026

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