Sentenza Regeni: Ballerini, «Un presidio per tutti i Giuli e le Giulie del mondo»

La Corte d'Assise condanna tre agenti egiziani per sequestro e torture; la famiglia chiede risarcimento e rottura dei rapporti con il Cairo.

A cura di Redazione Redazione
28 settembre 2026 19:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Sentenza Regeni: Ballerini, «Un presidio per tutti i Giuli e le Giulie del mondo» -
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La Corte d'Assise di Roma ha emesso una sentenza che la difesa della famiglia Regeni definisce un presidio di giustizia. Dopo la lettura del verdetto, l'avvocata Alessandra Ballerini ha dichiarato: “Questa sentenza è un presidio per tutti i Giuli e le Giulie del mondo”, sottolineando l'importanza simbolica del pronunciamento.

La Corte ha condannato tre dei quattro agenti dei servizi segreti egiziani imputati per il sequestro e le torture di Giulio Regeni, mentre il reato di omicidio — per il quale la procura aveva chiesto l'ergastolo — è stato dichiarato decaduto. Il quarto imputato è stato assolto. Secondo la Corte, l'impianto probatorio della procura ha superato il vaglio giudiziario sui capi relativi a sequestro e torture.

Ballerini ha invitato a leggere le motivazioni della sentenza prima di trarre ulteriori conclusioni e ha espresso la richiesta formale che il governo italiano prenda atto del verdetto. "Ora anche il governo deve prenderne atto — ha detto — reclamare il risarcimento del danno stabilito dall'Avvocatura dello Stato e rompere i rapporti con un Paese che, lontano dall'essere sicuro, tortura e uccide anche i cittadini degli stati cosiddetti amici."

La legale della famiglia ha inoltre ringraziato pubblicamente "tutti quelli che dal 2016 hanno sostenuto questo faticosissimo percorso di giustizia", rivolgendo un ringraziamento alla procura e agli investigatori per il loro lavoro. Ha chiesto ai cronisti di non fare ulteriori domande alla famiglia in questo momento, per rispetto del loro dolore.

Il caso riguarda la morte di Giulio Regeni, giovane ricercatore italiano trovato morto al Cairo nel 2016 in circostanze che hanno sollevato da subito accuse di responsabilità delle forze di sicurezza egiziane. La vicenda ha avuto un impatto considerevole sulle relazioni diplomatiche tra Italia ed Egitto e ha innescato indagini internazionali su diritti umani e responsabilità dei servizi.

Dal punto di vista processuale, la sentenza apre ora la strada alla lettura formale delle motivazioni, che chiariranno il perimetro probatorio riconosciuto dalla Corte e le ragioni della non contestazione dell'omicidio. È prevedibile che la decisione sia oggetto di impugnazioni delle parti e che il pronunciamento abbia ricadute sulle prospettive di richiesta di risarcimento e sulle posizioni diplomatiche del governo italiano.

La pronuncia è stata accolta con emozione e attenzione mediatica: per la famiglia Regeni rappresenta un passo significativo in un percorso giudiziario lungo e controverso, mentre sul piano internazionale il verdetto pone nuovamente al centro il tema delle torture e delle violazioni dei diritti umani in contesti di cooperazione con servizi stranieri.

Fact Check

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Verificato il: 28 settembre 2026

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